Il Vaticano e l’Intelligence. Geopolitica dell’invisibile tra storia, parola e potere
🇮🇹 Il volume, curato da Mario Caligiuri, esplora per la prima volta in modo sistematico il rapporto tra Santa Sede e Intelligence, ricostruendone le dinamiche storiche, diplomatiche e informative. Attraverso contributi, eterogenei ma coerenti, il Vaticano emerge come attore globale capace di produrre, gestire e orientare flussi di conoscenza. Un’opera che amplia il campo degli studi di Intelligence, collocandolo all’incrocio tra cultura, politica e dimensione simbolica.
🇬🇧 The volume, edited by Mario Caligiuri, offers the first systematic exploration of the relationship between the Holy See and Intelligence, reconstructing its historical, diplomatic, and informational dynamics. Through diverse yet coherent contributions, the Vatican emerges as a global actor capable of producing, managing, and shaping flows of knowledge. A work that expands Intelligence studies by situating them at the intersection of culture, politics, and symbolic power.
Nel panorama degli studi sull’Intelligence, ancora in fase di progressiva istituzionalizzazione accademica, il volume Il Vaticano e l’intelligence. Osservatore e osservato nella storia politica della Santa Sede (Rubbettino, 2026) si configura come un’opera di frontiera, capace di aprire una linea di ricerca tanto inedita quanto necessaria. Curato da Mario Caligiuri e nato nell’ambito del Master in Intelligence dell’Università della Calabria – una delle esperienze più strutturate in Italia nel riconoscimento scientifico della disciplina – il lavoro si inserisce in un contesto ormai consolidato, introducendo un tema rimasto a lungo ai margini dell’indagine.

Una pluralità di studiosi, ricercatori e testimoni diretti, accomunati dall’intento di approfondire il ruolo della Santa Sede come attore informativo globale, ha analizzato le forme – esplicite e implicite – attraverso cui il Vaticano ha prodotto, raccolto e gestito informazioni nel corso della storia. L’arco temporale è ampio: attraversa il Novecento e giunge fino alle più recenti trasformazioni dell’ordine internazionale. Lo sguardo parte da Roma e attraversa il mondo, restituendo la duplice natura della Santa Sede: entità territoriale minima e, al contempo, nodo di una rete globale. Un approccio interdisciplinare che integra fonti archivistiche, analisi storica e riflessione teorica, restituendo centralità al nesso tra potere, conoscenza e circolazione delle informazioni.
Il contributo introduttivo di Caligiuri orienta l’intero impianto, proponendo una chiave interpretativa che individua nella parola il punto di contatto tra missione ecclesiale e attività di Intelligence. In questa prospettiva, la Santa Sede appare come una struttura informativa di lunga durata, capace di incidere sui processi storici attraverso la produzione di senso prima ancora mediante l’azione diretta. Ne deriva un ampliamento del concetto stesso di Intelligence, sottratto a una dimensione operativa e restituito alla sua profondità culturale e simbolica.
I saggi che compongono il volume sviluppano e articolano questa impostazione lungo direttrici diverse ma convergenti. Paolo Gheda ricostruisce il ruolo dei vescovi italiani nel Novecento, mettendo in luce una rete di relazioni e influenze che si presta a essere letta in chiave informativa. Giacomo Pacini, attraverso fonti d’archivio, restituisce la figura di Felix Morlion, protagonista di una diplomazia parallela in uno dei passaggi più delicati della Guerra Fredda. Giovanni Fasanella, basandosi su documenti britannici declassificati, illumina le relazioni tra Londra e Vaticano, evidenziando il peso della Santa Sede negli equilibri europei. Valeria Moroni approfondisce il rapporto con la CIA, restituendone la natura complessa e dinamica, oscillante tra cooperazione e competizione. Domenico Giani offre uno sguardo interno sulle pratiche di sicurezza vaticane, mostrando come la protezione delle informazioni costituisca una dimensione essenziale dell’azione istituzionale. Gianluca Falanga ricostruisce l’attività della Stasi in Vaticano, dimostrando come la Santa Sede sia stata oggetto di attenzione sistematica da parte delle Intelligence del blocco orientale. Cesare Catananti riporta l’attenzione sul periodo della Seconda guerra mondiale, evidenziando attività informative condotte in un contesto di eccezionale tensione. Sergio Vento, infine, integra il quadro con una prospettiva maturata nell’esperienza diplomatica, sottolineando l’intreccio strutturale tra Intelligence e relazioni internazionali.
A completare l’opera, l’appendice con il discorso di Leone XIV ai vertici dell’intelligence italiana introduce una dimensione ulteriore, offrendo una riflessione esplicita sul rapporto tra sicurezza, etica e responsabilità. In un contesto segnato da trasformazioni rapide e da una crescente complessità dei rischi, le parole del Pontefice assumono il valore di un riconoscimento culturale del ruolo dei Servizi, ma anche di un richiamo alla necessità di ancorarlo a principi di verità e rispetto della persona.
Il volume inaugura un campo di studi destinato a svilupparsi. La prospettiva proposta invita a considerare l’Intelligence come fenomeno che travalica i confini statuali, coinvolgendo attori non convenzionali e dimensioni spesso trascurate. In questo senso, la Santa Sede si configura come paradigma interpretativo, modello utile a comprendere la natura dei sistemi informativi complessi sottraendoli a semplificazioni e a letture di natura suggestiva.

