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INTELLIGENCE, ANTONINO VACCARO AL MASTER DELL’UNIVERSITÀ DELLA CALABRIA: “FONDAMENTALE UN’INTELLIGENCE AZIENDALE EFFICACE”.

Rende (31.3.2025) – L’analisi di Intelligence tra spionaggio aziendale e industriale è il titolo della lezione tenuta da Antonino Vaccaro, professore ordinario e direttore accademico del Center for Business in Society IESE di Barcellona al Master in Intelligence dell’Università della Calabria, diretto da Mario Caligiuri.

Antonino Vaccaro

Vaccaro ha aperto la lezione sottolineando l’importanza della metodologia nell’ambito dell’Intelligence.

Secondo il docente, una solida comprensione metodologica consente di affrontare con successo le sfide che si presentano.

Ha poi spiegato il concetto di frame mentali, affermando che la consapevolezza dei propri schemi interpretativi è essenziale per decifrare i messaggi ricevuti. Quando si analizzano contesti complessi, è cruciale riconoscere i propri limiti e adottare misure correttive per evitare errori significativi. Dunque, in un mondo in rapida evoluzione, è necessario aggiornare le prospettive per non rimanere intrappolati in visioni ristrette.

Attraverso un esperimento, Vaccaro ha dimostrato che oltre il 90% delle persone, analisti inclusi, commette errori nell’analisi dei dati: questo evidenzia l’importanza di comprendere a fondo gli strumenti analitici, anche quelli più semplici, per prevenire conclusioni sbagliate.

Ha quindi delineato il ruolo dell’analista, che consiste nell’acquisizione delle informazioni su molteplici canali, nella verifica della loro affidabilità, nell’analisi attenta e nell’elaborazione di un report chiaro e dettagliato che definisce anche i suoi limiti. Prioritario saper identificare informazioni false e omissioni nonché comprendere il motivo per cui tali notizie sono state diffuse/omesse. A riguardo, la varietà di frame mentali a disposizione consente di interpretare le informazioni in modo più ampio e preciso.

Successivamente, si è soffermato sullo spionaggio aziendale, ovvero “l’insieme delle attività finalizzate all’acquisizione e all’utilizzo di informazioni sensibili – riservate o segrete – di proprietà di un’azienda, per qualsiasi scopo”. Di conseguenza, ha posto in luce la crescente complessità tecnologica e il costo elevato della ricerca e sviluppo che rendono lo spionaggio un’opzione allettante.

Un ulteriore punto analizzato riguarda il ruolo della Human Intelligence nello spionaggio aziendale.

Vaccaro ha delineato una serie di tecniche di elicitazione, tra cui la simulata incredulità o opposizione e la provocazione, che si avvalgono di affermazioni e domande strategiche. Ha inoltre evidenziato l’uso di questionari e interviste formali, insieme ad altre metodologie come il mirroring e la tactical empathy, per carpire informazioni da individui riluttanti a condividerle.

Per esemplificare le tecniche accennate, Vaccaro si è riferito al plagio scientifico verificatosi presso la Harvard Medical School – dove un neuroscienziato di primo piano è stato accusato di aver falsificato dati e immagini in numerosi articoli accademici – illustrando come le informazioni possano essere sottratte in contesti altamente competitivi e riservati.

Ha, inoltre, sottolineato come le distorsioni, all’interno di un’organizzazione, possano portare a situazioni di spionaggio.

In tale quadro, ha spiegato alcune tipologie di spionaggio interno, tra cui quello su commissione e quello per rappresaglia. Nel primo caso, persone all’interno dell’organizzazione, o in contatto con essa, sfruttano informazioni riservate per ottenere vantaggi economici. Nel secondo, tali azioni possono essere indotte da desiderio di vendetta, spesso in risposta a trattamenti percepiti come ingiusti.

Pertanto, è determinante prestare attenzione alla selezione del personale, implementando un processo di profiling accurato, e dotarsi di sistemi di monitoraggio per rilevare comportamenti anomali così da garantire a ogni membro la possibilità di operare in modo limpido e responsabile.

Infine, Vaccaro ha menzionato il ruolo delle agenzie private di sicurezza.

Queste organizzazioni, spesso collegate ai Servizi di Intelligence, operano in un’area grigia caratterizzata da una varietà di forme e approcci.

Un caso significativo è quello dell’ex commissario di polizia spagnolo José Manuel Villarejo Pérez, al centro di numerosi scandali,  il quale ha intrecciato collaborazioni con Servizi di Intelligence, spagnoli e stranieri, nonché con personaggi pubblici, noti imprenditori e politici, diventando un punto di riferimento per attività illecite.

Il docente ha messo in guardia sul potenziale pericolo di queste agenzie che operano in contesti ad alto rischio: in Europa sono migliaia e spaziano dai piccoli investigatori privati alle aziende specializzate che investono in innovazioni tecnologiche di ultima generazione. La loro competitività deriva dalla capacità di operare in un limbo, tra pubblico e privato, che consente loro di ricevere il supporto governativo per condurre operazioni sensibili e delicate.

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