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INTELLIGENCE, LUCA ZINZULA AL MASTER DELL’UNIVERSITA’ DELLA CALABRIA: “LE PANDEMIE SONO MINACCE ALLA SICUREZZA NAZIONALE E INTERNAZIONALE”.

Rende (2.4.2025) – Intelligence e pandemie nel XXI secolo è il titolo della lezione di Luca Zinzula, docente presso la ShanghaiTech University e guest scientist presso il Max Planck Institute of Biochemistry (MPIB)  di Monaco di Baviera, tenuta al Master di Intelligence dell’Università della Calabria, diretto da Mario Caligiuri.

Luca Zinzula

Zinzula ha esordito evidenziando che la COVID-19 (COronaVIrus Disease 19) ha trasformato la concezione delle minacce biologiche di tipo infettivo.

Tradizionalmente, infatti, il pericolo di una pandemia era associato a virus altamente patogeni, SARS-CoV-2 – il Coronavirus  responsabile della pandemia da COVID-19 (Severe Acute Respiratory Syndrome COronaVirus 2) –  ha dimostrato l’importanza di considerare anche virus meno letali eppure capaci di trasmissione su larga scala.

Questo aspetto ha reso il virus insidioso, tant’è che Zinzula lo ha definito di tipo stealth, furtivo, poiché in grado di eludere i sistemi rivelatori.

Inoltre, le pandemie si ritenevano più probabili nei Paesi in via di sviluppo, dove si presumeva che le autorità sanitarie avrebbero allertato tempestivamente la comunità internazionale e chiesto aiuto. Sars-CoV2 è emersa in un contesto “non permissivo”, ovvero un ambiente dove le informazioni erano meno accessibili e più difficili da verificare.

Il docente ha poi sottolineato che l’aspetto relativo alla sicurezza della pandemia ha avuto un ruolo chiave sin dall’inizio e che l’Intelligence sanitaria non è un concetto nuovo. Già negli Anni ’60 la CIA aveva avviato una raccolta dati sulle epidemie: il progetto Black Flag (1966-67), per monitorare l’epidemia di meningite cerebrospinale iniziata a Pechino nei santuari della rivoluzione culturale cinese, e il progetto Impact (1968-69), per tracciare la diffusione dell‘influenza aviaria a Hong Kong, primo caso conosciuto di epidemia dovuta al ceppo H3N2. Precedenti che hanno dato origine alla MEDINT (Medical Intelligence), disciplina intelligence consistente nella ricerca ed elaborazione di notizie di interesse per la sicurezza nazionale di natura bio-scientifica, bio-medica, epidemiologica, ambientale ed altro, relative alla salute umana o veterinaria.

Tuttavia non tutte le pandemie sono automaticamente considerate una minaccia alla sicurezza nazionale: lo diventano quando presentano alcune caratteristiche.

Tra queste: capacità di sopraffare il sistema sanitario, elevata morbilità e mortalità, diffusione incontrollata oltre i confini nazionali, instabilità sociale e politica, danno economico, creazione di crisi umanitarie, compromissione della capacità militare di un Paese.

L’opportunità di demandare ai Servizi di Intelligence la gestione delle pandemie non è pacifica all’interno della comunità internazionale.

Infatti, alcuni Paesi, come il Canada, sono riluttanti a coinvolgere i propri Servizi a causa della sovrapposizione con le competenze di altre istituzioni sanitarie, di problemi etici e legali legati alla privacy e del rischio di una perdita di fiducia nei confronti delle istituzioni.

D’altro canto, c’è chi sostiene che le Agenzie possono avere un ruolo cruciale, soprattutto in contesti geopoliticamente complessi, potendo identificare segnali premonitori di una pandemia con anni di anticipo.

Zinzula ha proseguito con la descrizione del ciclo di Intelligence epidemiologica. Questo parte da un impulso derivante da una possibile minaccia (fase di direzione), prosegue con la raccolta di informazioni attraverso diverse fonti (dati umani, cyber intelligence, immagini satellitari, segnali elettronici e open-source intelligence), per poi analizzarle e trasmettere le conclusioni al decisore. Quanto alla raccolta di informazioni, il docente ha illustrato una serie di strumenti disponibili a livello internazionale, come il Global Public Health Intelligence Network (GPHIN), il ProMED-Mail, la HealthMap (sviluppata da Google e Harvard), Bluedot e EIOS (Epidemic Intelligence from Open Source) che offre anche un servizio pubblico di monitoraggio.

Infine, il docente ha posto l’attenzione sulla necessità di un nuovo approccio integrato alla sicurezza sanitaria, in cui la collaborazione tra Agenzie di Intelligence e istituzioni sanitarie è essenziale per un monitoraggio costante e un allarme precoce più efficace.

Zinzula ha concluso ribadendo che le pandemie da virus altamente patogeni devono essere considerate sia emergenze sanitarie globali sia minacce alla sicurezza nazionale e transnazionale. Per questo motivo, meritano un approccio investigativo simile a quello utilizzato per le altre minacce alla sicurezza globale, con metodologie proprie dell’Intelligence e strumenti tipici della sanità pubblica.

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