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Intelligence, Fabio Vanorio al Master dell’Università della Calabria: “La rivoluzione digitale che sta ridefinendo il mondo dell’Intelligence”.

Rende (22.3.2025) – La geopolitica dell’infosfera è il titolo della lezione tenuta da Fabio Vanorio, funzionario italiano in servizio a Bruxelles, al Master in Intelligence dell’Università della Calabria, diretto da Mario Caligiuri.

Vanorio ha preso spunto dal libro scritto con Paolo Savona, Geopolitica dell’Infosfera (Rubbettino, 2023), che esplora la quarta rivoluzione industriale e le implicazioni per l’Intelligence, includendo tecnologie immersive, infosfera, controspionaggio e guerra cognitiva.

Fabio Vanorio

Il docente ha inizialmente illustrato come l’infosfera influenzi la sicurezza nazionale e ricordato il ruolo dei Five Eyes, una delle più estese alleanze di sorveglianza di tutti i tempi che comprende Australia, Canada, Regno Unito, Stati Uniti e Nuova Zelanda. Questi Paesi sono uniti nella cooperazione SIGINT e collaborano anche in altre aree come la sicurezza dei trasporti.

Vanorio ha evidenziato l’impatto dell’infosfera sulle Agenzie di Intelligence che oggi operano nel contesto digitale. Ha spiegato l’importanza dei Big Data per il decisore, notando che i dispositivi connessi superano la popolazione mondiale e che i dati sono classificati secondo le sei “V”: Volume, Velocità, Varietà, Veridicità, Variabilità e Valore. In tale contesto, l’analista ha il compito di elaborare le informazioni disponibili nella terza fase del ciclo d’Intelligence, che comprende il trattamento delle informazioni, incluse le immagini.

Ha poi descritto le quattro fasi del ciclo d’intelligence, evidenziando il ruolo dell’AI nella fase di trattamento. Ha chiarito che l’analista guida l’AI attraverso il miglioramento della sperimentazione.

Successivamente, Vanorio ha esaminato il rapporto tra AI e sicurezza nazionale, sottolineando il rafforzamento nella definizione degli obiettivi, della raccolta dei dati e del contrasto agli avversari.

Ha descritto, quindi, i tre pilastri della Quarta rivoluzione: autonomia, collaborazione uomo-macchina e tecnologie ubique (IoT).

L’autonomia consente l’operatività di entità diverse senza l’intervento umano, facilitando operazioni definite sciame.

L’interazione uomo-macchina include tecniche di Intelligence potenziate dall’AI, indispensabili per la raccolta di informazioni, in particolare nel settore SIGINT, e per la tracciabilità e cifratura delle comunicazioni. In alcune operazioni tecniche, l’automazione del ciclo di Intelligence può risultare vantaggiosa per gestire l’intero processo.

Le tecnologie ubique permettono un’interazione fluida tra uomo e oggetti capaci di percepire, comunicare, analizzare e agire.

Il docente ha proseguito analizzando il conflitto russo-ucraino, dove l’uso di Starlinkcostellazioni di 8 mila satelliti in orbita bassa con capacità avanzate di connessione e difficili da neutralizzare – ha rivoluzionato le comunicazioni.

Ulteriore aspetto considerato nell’ambito della lezione è stato quello della segretezza nell’Intelligence. Vanorio ha spiegato come OSINT e Big Data abbiano aumentato la vulnerabilità delle informazioni, nonostante le precauzioni adottate. In merito alla gestione dei dati, ha puntualizzato come l’Intelligence stia evolvendo da semplice raccolta a riflessione articolata sui dati, con particolare attenzione all’analisi e alla verifica attraverso fonti OSINT.

Il docente ha poi proseguito discutendo le sfide dell’AI nell’analisi operativa, tra cui la necessità di fidarsi dei risultati generati, chiarire il ruolo dell’AI nell’organizzazione e costruire fiducia tra analisti e sistemi automatici.

In relazione all’infosfera e al controspionaggio, ha illustrato che, nel caso di beni con un elevato contenuto di IA, gli obiettivi del controspionaggio si articolano in due questioni principali: proteggere il contenuto di IA, presente nel patrimonio nazionale, da furti o manomissioni da parte di agenti ostili; tutelare la collettività da un uso ostile dell’IA da parte di agenti stranieri. In tale ambito, elementi significativi del rapporto tra IA e controspionaggio comprendono una forte dipendenza dei sistemi di IA dai Big Data, il vantaggio temporale nell’elaborazione delle informazioni e le relative conseguenze geopolitiche. Il docente ha allora spiegato che la potenza dell’AI si esercita tramite comprensione, previsione e manipolazione di individui e gruppi, e che l’unico limite è rappresentato dalla velocità delle decisioni umane.

Nell’era digitale, le Agenzie di Intelligence si confrontano con un nemico non più solo umano, ma anche tecnologico.

Vanorio ha specificato come questo cambiamento richieda una revisione delle strategie tradizionali di spionaggio e come le moderne spie debbano adattarsi a un contesto in cui le informazioni sono verificabili da macchine. Ciò implica strumenti avanzati e una comprensione profonda del cyberspazio, dove si combatte ormai una nuova forma di guerra.

In merito alla guerra cognitiva, ha evidenziato che il pensiero critico è la capacità di elaborare e gestire le informazioni in modo indipendente, spiegando come il dominio della mente sia oggi il fulcro della guerra moderna.

Il docente ha concluso il suo intervento chiarendo la differenza tra guerra dell’informazione e guerra cognitivala prima controlla la diffusione, la seconda manipola le reazioni – ricordando come Internet, da strumento di welfare sia divenuto metodo di warfare, con i media digitali che trasferiscono la disinformazione nel mondo reale.

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