Fonti aperte, 2020 anno importante per approfondirne gli aspetti disciplinari

Il 2020 è stato un anno in cui l’analisi delle fonti aperte (OSINT) ha avuto un ruolo centrale. Lo scoppio della pandemia COVID-19 e la conseguente “infodemia” hanno senza dubbio accentuato l’importanza dell’OSINT, anche in chiave di evoluzione disciplinare.

Inoltre, altre notizie hanno riportato all’attenzione l’utilizzo massiccio di OSINT che oggi si fa anche nel settore privato. A questo riguardo, il Presidente SOCINT, Prof. Mario Caligiuri, ha commentato in un recente articolo su Formiche che: “La raccolta di dati Open source è una prassi ordinaria nelle società digitali, nota a qualsiasi azienda del mondo tech. Il problema è capire se finiscono in mano a una democrazia o a un regime autoritario”.

Fonti aperte e l’opportunità di approfondirne gli aspetti disciplinari

Si è presentate dunque l’opportunità di approfondirne gli aspetti disciplinari. Diverse le iniziative dell’Intelligence Lab dell’Università della Calabria e della Società Italiana di Intelligence.

L’Intelligence Lab, in particolare, ha istituito un Osservatorio sulle Fonti Aperte, coordinato da Giovanni Nacci. In questo contesto l’Osservatorio ha lanciato un sondaggio sullo stato disciplinare di OSINT e sulla dimensione psicosociale del lavoro di intelligence in Italia.

La Società Italiana di intelligence ha pubblicato un saggio dal titolo “OSINT e Covid-19: La pandemia come occasione di evoluzione disciplinare nell’intelligence delle fonti aperte”.

L’osservatorio istituito presso l’Intelligence Lab dell’Università della Calabria

L’Osservatorio è stato istituito per sollecitare l’innovazione disciplinare in ambito dell’OSINT. Ciò sotto l’aspetto teorico e sotto quelli applicativi ed etici.

Così commenta il Prof. Caligiuri, Presidente SOCINT:

<<Oggi siamo sommersi da informazioni e la grande questione che si pone, educativa e democratica, è rappresenta dalla capacità di selezionare le informazioni rilevanti che avvicinano alla realtà, evitando la manipolazione continua a cui siamo sottoposti.

Di sicuro interesse per le istituzioni pubbliche come per le istituzioni private, professionisti e singoli cittadini la Open Source Intelligence (OSINT). Cioè le informazioni, legalmente ed eticamente disponibili, rappresentano un’area di studio di estremo interesse e di indiscutibile rilevanza.

Pertanto, nell’’ambito degli studi di intelligence, assume una funzione specifica, dotata di un proprio assetto teoretico formale e indipendente, proprio come evidenziano le più recenti e avanzate ricerche sulla materia.>>

Tra le iniziative che l’Osservatorio metterà in campo c’è la realizzazione di un “Manifesto della ricerca interdisciplinare nell’intelligence delle fonti aperte”. È anche prevista la promozione di un convegno nazionale, la cui prima edizione si prevede per la primavera del 2021, al termine della prima fase di ricerca. Un’attività che potrà fornire un rilevante contributo alle istituzioni pubbliche e private, in tanti ambiti.

L’Osservatorio sarà coordinato da Giovanni Nacci, Ufficiale in congedo della Marina Militare, fondatore di Intelli|sfèra. Nacci è anche autore, esperto in teorie, metodi e sistemi per l’Intelligence delle Fonti Aperte.

Il sondaggio sullo stato disciplinare di OSINT e sulla dimensione psicosociale del lavoro di intelligence in Italia

Una delle prime attività dell’Osservatorio è stata quella di lanciare una indagine sullo stato disciplinare di OSINT. L’indagine mira anche a comprendere la dimensione psicosociale del lavoro di Intelligence in Italia.

Così scrive Giovanni Nacci sul suo blog:

“Con un sondaggio rivolto a rilevare lo stato dell’arte in Italia, è stata avviata l’attività di ricerca dell’Osservatorio sulle Fonti Aperte del Laboratorio sull’Intelligence dell’Università della Calabria, diretto da Mario Caligiuri.  

Tra le principali finalità scientifiche dell’Osservatorio cè il monitoraggio e l’analisi nel nostro Paese dello “stato dell’arte” dell’Intelligence delle Fonti Aperte (OSINT).

La prima iniziativa dell’Osservatorio consiste nella realizzazione di un sondaggio dal titolo “Indagine sullo stato disciplinare di OSINT e sulla dimensione psicosociale del lavoro di intelligence in Italia” che si prefigge un duplice scopo:

1) interpretare la reale percezione di OSINT da parte di chi professionalmente utilizza l’intelligence e

2) indagare la dimensione psicosociale del lavoro di intelligence, inteso nella accezione più ampia possibile.

Un’iniziativa – per adesso unica nel suo genere – specificatamente dedicata a chi con l’intelligence lavora ogni giorno: persone, professionisti, aziende, Istituzioni, Organizzazioni. Un sondaggio che raccoglierà dati fino a febbraio 2021, per procedere subito dopo alla pubblicazione del primo “Rapporto sulle Fonti Aperte” sullo stato dell’arte dell’OSINT in Italia.

Chi rientrasse nel profilo indicato e volesse partecipare al sondaggio (effettuato in forma anonima) può trovare il link qui di oppure sui canali social dell’Osservatorio:

Grazie per il vostro contributo!

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