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Intelligence, Università della Calabria ricorda Carlo Mosca, “uomo delle istituzioni al servizio dello Stato”. Interventi di Mario Caligiuri, Marco Valentini, Alessandra Guidi, Franco Frattini, Luciano Violante, Paolo Savona e Gianni Letta

Lo scorso 30 marzo 2022, il Master in Intelligence dell’Università della Calabria ha organizzato una giornata di studi in onore di Carlo Mosca. Sono intervenuti Mario Caligiuri (Università della Calabria e Direttore del Master), Marco Valentini (Consigliere di Stato), Alessandra Guidi (Prefetto, Vice direttore del DIS), con un video messaggio Franco Frattini (Presidente del Consiglio di Stato), con una testimonianza Luciano Violante (Presidente della Fondazione “Leonardo”) e poi Paolo Savona (Presidente Consob) e infine Gianni Letta (Sottosegretario con delega ai Servizi durante i governi Berlusconi e Presidente del premio “Francesco Cossiga per l’intelligence”).

Mario Caligiuri ha ricordato Carlo Mosca per il suo esempio nello svolgimento delle funzioni istituzionali nei ruoli di Prefetto della Repubblica e di Vice direttore del SISDE dal 1994 al 1996, in un delicato periodo per i servizi italiani, successivo agli attentati contro Falcone e Borsellino del 1992 e allo scandalo sui fondi neri del SISDE del 1993. “Ricordare Carlo Mosca a un anno dalla morte – ha ribadito Caligiuri –  significa evidenziare la necessità di uno Stato per tutti, che coniughi sicurezza e libertà. Carlo Mosca è stato testimone ed esempio di rigore morale e intellettuale, contribuendo in modo decisivo alla crescita della cultura dell’intelligence del nostro Paese. Sua, tra l’altro, è stata l’idea di promuovere la costituzione della Società Italiana di Intelligence, per promuovere il riconoscimento accademico della disciplina. Dal punto di vista culturale, Mosca è stato un eminente studioso dell’intelligence e delle sue declinazioni pratiche. Già docente di diritto penale presso l’Università “Cattolica” di Milano, è stato autore di importanti testi, tra cui “Servizi di informazione e sicurezza e segreto di Stato” pubblicato in concomitanza con la riforma del 2007 e quello, pubblicato a dieci anni di distanza, sugli esiti della riforma e sui correttivi nel frattempo approvati, dal titolo “Democrazia e intelligence italiana”.

Caligiuri ha ricordato con commozione l’ultimo intervento tenuto da Mosca presso il Master in Intelligence dell’Università della Calabria il 22 gennaio 2022, qualche mese prima della sua scomparsa, nel quale aveva sottolineato il ruolo politico dell’Intelligence, l’autonomia nei confronti della magistratura pur mantenendone la trasparenza delle operazioni da parte delle Agenzie, rinnovando agli studenti le sue convinzioni circa la necessità di elaborare una teoria generale della sicurezza, che egli collocava sul versante dei diritti costituzionali di libertà e di garanzia.

Ha infine ricordato che nella mattinata del 30 marzo 2022, anniversario della sua scomparsa, è stata celebrata una messa in sua memoria presso la Scuola di perfezionamento per le Forze di polizia, di cui era il decano dei docenti e che recentemente ha intitolato a suo nome l’Aula Magna.

Marco Valentini, Consigliere di Stato, ha ricordato la figura di Mosca come testimone di un impegno etico straordinario, nella vita personale come in quella professionale, che egli vedeva integrate nella cornice dei suoi saldi principi civili e morali.  Sempre pronto all’ascolto, soprattutto dei più giovani, secondo Marco Valentini egli può essere considerato il più persuasivo innovatore del mondo dell’intelligence negli ultimi trent’anni. Lungimirante ispiratore di progressi futuri, Mosca considerava la sicurezza come garanzia della democrazia e al cuore del suo pensiero risiedeva l’avvertita necessità di porre l’intelligence pienamente al centro della funzione di governo, in un quadro di crescita e maturazione democratica della nostra società e della nostra cultura istituzionale fondata sullo Stato di diritto. Per valentini, Mosca è stato lettore, interprete e protagonista dell’intelligence, anche in momenti particolarmente delicati, nei suoi ruoli presso il Ministero dell’Interno ed anche nelle Agenzie. In particolare, si deve a lui lo sviluppo di modelli collaborativi con l’autorità giudiziaria, che senza recare danno al segreto necessario, consentissero il raggiungimento dei fini di giustizia. La distinzione tra segreto necessario e segreto tout court è stata anche la chiave da lui prescelta per il profondo lavoro di comunicazione verso le istituzioni, l’opinione pubblica, il mondo accademico, attraverso riviste, siti web e attività editoriali. Infatti egli aveva in particolare a cuore lo sviluppo del pensiero, in una simbiosi tra teoria e prassi che non rendeva mai la riflessione astratta o distante, quanto invece un supporto culturale necessario per il sostegno delle azioni concrete. Da Vice Direttore del SISDE si impegnò a far riacquistare credibilità internazionale a strutture provate e compromesse da gravi scandali ed inoltre a porre con intelligenza e forza la questione delle potenzialità informative delle agenzie operative, che disponevano di strumenti persino meno penetranti delle Forze di polizia, già autorizzate dalla legge allo svolgimento di operazioni sotto copertura, secondo un indirizzo che si affermerà con la legge di riforma del 2007. In conclusione, Valentini ha ricordato ancora una volta il suo straordinario tratto umano, di uomo forte e mite, permeato di senso etico e di profondo rispetto nei confronti delle Istituzioni e della Costituzione, oltre che di una sempre coltivata dimensione morale e spirituale. Insomma, Mosca è stato un Maestro per generazioni di allievi, anche se, senza falsa modestia, non amava essere così definito. Piuttosto, attraverso la sua vita e le sue scelte, si considerava un testimone.

Alessandra Guidi, Vice Direttore del DIS, che con Carlo Mosca ha in particolare collaborato negli anni Novanta alla riforma della carriera prefettizia, nonché, anche con Marco Valentini, alla revisione dei modelli delle politiche della sicurezza, ha evidenziato in particolare come fosse centrale nel pensiero di Mosca il modello del coordinamento, sul piano amministrativo, nei rapporti tra le Forze di polizia, nel sistema d’intelligence. Anche dalle sue intuizioni hanno preso forza processi evoluti di riforme, come quelli recenti sull’intelligence, dal Golden Power per le aziende strategiche che interessano lo Stato, alle risposte alla disinformazione che – ha ricordato – rappresenta un’emergenza democratica per il Paese, e infine relativamente alla riforma del reclutamento e della formazione del personale del settore.

Franco Frattini, Presidente del Consiglio di Stato, intervenuto attraverso un video per non fare mancare la sua testimonianza, ha posto in luce il ruolo e l’importanza che assume l’intelligence nelle decisioni politiche. Ha ricordato il valore di Carlo Mosca come studioso e protagonista in materia di sicurezza, così come il ruolo di magistrato del Consiglio di Stato, rivelandosi sempre prezioso nel segnalare al governo criticità nei decreti e nei testi legislativi. Frattini lo ha definito un lavoro di ausilio impeccabile, accompagnato da un tratto umano sobrio e nel contempo determinato, da gentiluomo delle istituzioni capace di motivare i suoi interlocutori. “Un autentico uomo delle istituzioni al servizio dello Stato” lo ha definito. 

Luciano Violante, Presidente della fondazione “Leonardo”, con un testo scritto, ne ha ricordato anch’egli il tratto umano di persona seria e competente. Tra l’altro, ha evidenziato che “È facile in queste occasioni scivolare nelle parole vuote; sarebbe una offesa grave per un uomo che aveva fatto della sobrietà la cifra della sua vita. Allora due sole parole per dire a chi non lo ha conosciuto chi è stato la persona che ricordiamo. Carlo come professionista è stato un maestro, persona capace di trasmettere capacità di ascolto, di convertire il comando in persuasione, di convincere con il comportamento più che con la parola. Nel privato Carlo è stato, come direbbe Garcia Marturano, un hombre vertical”.

Paolo Savona, Presidente della Consob, lo ha ricordato partendo dalla comune esperienza nella commissione Ortona e poi in quella Jucci dove si discuteva sulla riforme della legge sui Servizi, definendo insieme e proficuamente l’intelligence economica. Lo ha definito “tessitore di relazioni che ancora non esistevano”, capace di intrecciare le istituzioni economiche con l’intelligence. Savona ha ricordato di aver lavorato su testi forniti da Francesco Cossiga sull’intelligence economica britannica, francese e americana. “In chiave economica –a ha sostenuto Savona – le informazioni rappresentano un punto chiave e vanno necessariamente centralizzate. Nella globalizzazione, dove i tessuti economici sono legati, basta far cadere grazie alle informazioni, un singolo tassello del puzzle per mettere in crisi l’intero sistema. Con ripercussioni a volte molto serie e gravi.

In conclusione è intervenuto Gianni Letta, Sottosegretario con delega ai Servizi durante i governi Berlusconi e Presidente del premio “Francesco Cossiga per l’intelligence”. Letta ha tracciato la figura di Mosca proponendo una sintesi degli interventi precedenti, tutti coerenti con ciò che egli stesso ha appreso e condiviso dalla conoscenza con il prefetto Mosca. Apprezzato per la sua semplicità e sensibilità da tutti coloro che lo hanno conosciuto, Mosca è una figura culturale che nei suoi testi ha argomentato l’importanza dell’intelligence, il ruolo del segreto di Stato e la gestione democratica dei Servizi in funzione della sicurezza delle istituzioni e dei cittadini in una necessaria cornice di trasparenza e libertà. Letta ha sottolineato il lato umano, morale e spirituale, ricordando con affetto il fatto che, nella sua esperienza di governo, durante le riunioni che precedevano lo svolgimento dei Consigli dei Ministri l’ultima parola sulla validità dei testi, la parola chiarificatrice era sempre quella del Prefetto Mosca.


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