NARCOTRAFFICO: lettura comparata tra analisi Intelligence e dati di consumo
🇮🇹 La lettura integrata della Relazione annuale sulla sicurezza nazionale e del Rapporto EUDA/SCORE sulle acque reflue europee consente di mettere in relazione offerta criminale e domanda effettiva, evidenziando convergenze, divergenze e limiti.
🇬🇧 The integrated reading of the Annual National Security Report and the EUDA/SCORE European wastewater study allows the comparison of criminal supply and actual demand, highlighting convergences, divergences, and limitations.
L’analisi del narcotraffico si sviluppa tradizionalmente su due piani: da un lato le filiere, le rotte e gli attori; dall’altro i consumi, stimati attraverso indicatori indiretti come i dati delle acque reflue. Questi due approcci guardano lo stesso fenomeno da prospettive differenti.
La pubblicazione della Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza e del Rapporto Wastewater analysis and drugs – a European multi-city study – entrambi riferiti al 2025 – consente di confrontare domanda e offerta. Pur riguardando scale geografiche diverse, i due dataset si completano e arricchiscono reciprocamente la lettura dei traffici sommersi.

La Relazione del DIS – rendiconto istituzionale e comunicazione strategica – descrive il narcotraffico nel contesto delle reti criminali transnazionali (cap. 4) evidenziando la capacità adattiva delle organizzazioni e la trasformazione dei mercati illeciti.
Il Rapporto EUDA/SCORE, frutto di quindici anni di monitoraggio standardizzato, misura i carichi di sostanze nelle acque reflue di 115 città europee in 25 Paesi (23 Stati membri dell’UE, oltre a Norvegia e Turchia) , tramite campionamenti compositi e analisi LC-MS/MS, fornendo dati comparabili nello spazio e nel tempo. A livello italiano, le rilevazioni sono state svolte a Bolzano (Università di Innsbruck) e a Milano (Istituto Mario Negri) grazie al finanziamento del Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
“Per queste città – precisa Sara Castiglioni, responsabile del Laboratorio di Indicatori Epidemiologici Ambientali dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri – negli ultimi anni si osserva un trend in aumento del consumo di cocaina e a Milano, dove sono disponibili i dati, di ketamina. Nel 2025 il consumo di cannabis a Milano risulta in leggera diminuzione, mentre a Bolzano risulta costante. I consumi di anfetamina e metanfetamina sono pressoché costanti. In relazione all’MDMA in Italia si rileva una lieve diminuzione a Bolzano ma un consumo costante a Milano”.
Il metodo, dichiaratamente circoscritto, non rileva prevalenza, frequenza d’uso, purezza né caratteristiche individuali dei consumatori: misura flussi aggregati, non comportamenti.
Questa asimmetria diventa un punto di forza: l’Intelligence descrive le filiere con profondità qualitativa, mentre l’epidemiologia ambientale documenta la domanda reale, permettendo di confrontare la coerenza dei due livelli e di identificare le aree di scarto.
La cocaina rappresenta la convergenza più solida: la Relazione 2026 ne individua la centralità nel traffico che interessa l’Italia, con la ’Ndrangheta protagonista nei principali porti e nelle alleanze transnazionali. I dati EUDA/SCORE registrano un aumento del 22% dei carichi di benzoilecgonina nel 2025 rispetto all’anno precedente, confermando una crescita stabile dal 2016. La distribuzione dei consumi, coerente con le rotte atlantiche, riflette la struttura consolidata del mercato.
La ketamina, invece, mostra una divergenza significativa: il 41% di incremento dei carichi nelle acque reflue indica una diffusione rapida, in particolare nei contesti ricreativi, mentre la Relazione non sviluppa un’analisi dedicata. Questo scarto segnala un adattamento della domanda più veloce della capacità di monitoraggio delle filiere consolidate. Parallelamente, la contrazione dell’MDMA (-16%) suggerisce una riallocazione della domanda verso la ketamina, confermando la capacità adattiva delle organizzazioni criminali.
Il fentanyl merita un cenno specifico, per la sua rilevanza emergente. Oppioide sintetico estremamente potente – 50/100 volte più efficace della morfina e 30/50 volte più dell’eroina – è impiegato sia in medicina umana/veterinaria (analgesico e anestetico) sia illegalmente. Sul mercato clandestino può comparire associato a eroina, cocaina e metanfetamine, in polvere, liquido o spray, e include analoghi più potenti responsabili di numerose intossicazioni e decessi anche in Italia.

La lettura combinata dei due documenti produce tre evidenze.
Prima, la geografia del consumo funziona come indicatore delle rotte di approvvigionamento: carichi elevati in Canada, Cile, Svizzera e Regno Unito confermano le direttrici atlantiche individuate dall’Intelligence. Seconda, l’evoluzione della domanda di ketamina rispetto all’MDMA segnala cambiamenti rapidi e localizzati nel mercato ricreativo, anticipando le mosse delle filiere. Terza, la distribuzione urbana mostra che, per la maggior parte delle sostanze, grandi e piccole città registrano consumi comparabili, suggerendo una rete capillare di distribuzione retail che rende più complessa la strategia di contrasto.
In sintesi, l’integrazione tra dati epidemiologici e Intelligence non sostituisce nessuno dei due strumenti, ma ne rafforza l’efficacia: permette di validare rotte e filiere, individuare scarti emergenti e anticipare tendenze, segnando una frontiera metodologica utile per monitorare mercati illeciti in evoluzione.

