Spycraft Revolution. Spionaggio e servizi segreti nel terzo millennio

Spycraft Revolution. Spionaggio e servizi segreti nel terzo millennio, è il titolo dell’ultima opera di Antonio Teti, Presidente della sezione SOCINT Abruzzo. Teti è un noto esperto di intelligence e cyber intelligence dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Insegna in diverse università italiane tra cui la LUISS, l’Università di Udine, l’Università di Sassari e l’Università della Calabria. È docente di cyber crime alla Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia di Roma.

Spycraft Revolution, di cosa parla il nuovo libro di Antonio Teti

Questo libro, come asserito dallo stesso autore, assume una connotazione particolare nell’ampia produzione dell’autore. Ciò non solo per essere la quindicesima opera prodotta da Teti, ma soprattutto per i suoi contenuti. Il saggio descrive, anche per mezzo dell’illustrazione di numerosi case study, lo scenario futuro. Ciò che il mondo dello spionaggio e dei servizi segreti dovranno fronteggiare nei prossimi anni.

A confermare la consistenza dei contenuti e la lungimiranza che traspare dall’opera di Teti è nientemeno che Robert Gorelick. Gorelick è stato capo della Central Intelligence Agency (CIA) in Italia e Capo Divisione della CIA a Washington e ha curato la prefazione. Ecco come descrive l’autore:

Antonio Teti, quale autorevole esperto di intelligence, analizza con grande competenza e particolare abilità tutti gli aspetti e le peculiarità di queste relazioni, che assumono un grande livello di complessità e delicatezza. Lo spycraft – cioè il modo di condurre le attività di spionaggio – è stato storicamente sconvolto dalla rivoluzione tecnologica degli ultimi decenni. Questo libro, pertanto, rappresenta un eccellente e prestigioso studio su come la rivoluzione tecnologica abbia provocato la Spycraft Revolution.

Le nuove metodologie di intelligence

Il libro è una sorta di percorso di riflessione sul travagliato percorso di trasformazione delle tecniche e delle metodologie di spionaggio che le strutture di intelligence stanno conducendo da alcuni anni” afferma Teti:

non è più possibile ricorrere alle “barbe finte” per mascherare la propria identità e il passaggio di informazioni segrete non può più essere effettuato per mezzo di incontri “diretti”. Dell’inefficienza di tale tecnica, ad esempio, ne abbiamo avuto dimostrazione anche nel nostro Paese in tempi recentissimi…

L’ufficiale di intelligence del terzo millennio deve essere in grado di padroneggiare gli strumenti informatici e la rete Internet con una dimestichezza tale che gli possa consentire di condurre, ad esempio, delle attività di virtual humint (human intelligence virtuale) per acquisire informazioni mediante delle relazioni virtuali, di reclutare nuove fonti mediante l’analisi dei profili sui social media come Facebook, Twitter, LinkedIn e Instagram, e di poter condurre delle operazioni di disinformazione e propaganda (psycological operations) per mezzo di fake profiles o dei deepfakes.

Sono tutte operazioni, è bene ricordarlo, che possono essere condotte seduti comodamente da un ufficio o dalla propria abitazione, ma raggiungendo qualsiasi individuo del globo terrestre che sia connesso in rete.

La struttura del saggio

Il libro si compone di sei capitoli in cui l’autore spazia da quella che definisce “intelligence nella società mutante” fino ad approdare all’analisi delle più moderne tecnologie utilizzate per le attività di spionaggio e controspionaggio cibernetico. Di particolare rilevanza è l’analisi dei diversi contesti giuridici e legislativi adottati dai diversi paesi per la gestione delle operazioni di intelligence. Ciò si aggiunge alla definizione del “perimetro” in cui i servizi segreti possono operare. Anche il rapporto tra le strutture di intelligence, le istituzioni, la politica e il mondo dell’economia viene dettagliatamente analizzato. Quest’analisi consente al lettore di condurre una profonda riflessione sulle contraddizioni e le anomalie derivanti da tali interazioni.

Pur descrivendo un mondo ancora oggi sconosciuto e incompreso ai più, spesso anche al mondo della politica, Teti evidenzia un’esigenza che non è più procrastinabile. Quest’esigenza richiede di innalzare, a livello Paese, una “cultura” dell’intelligence. L’obiettivo dovrebbe essere quello di far finalmente comprendere la strategicità ed il valore delle attività condotte dai servizi segreti. E forse è proprio nella citazione anonima inserita nelle prime pagine dell’opera che Teti, con una punta di sagacia, sottolinea questo valore:

Le vere operazioni di intelligence sono quelle che rimangono segrete per sempre.

Chi è Antonio Teti, autore del libro

Antonio Teti è Presidente della sezione SOCINT Abruzzo. Ricopre il ruolo di responsabile del Settore Sistemi Informativi e Innovazione Tecnologica dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Nello stesso Ateneo insegna Informatica Aziendale, IT Governance e Big Data, Data Science e Technology Intelligence. Ha accumulato un’esperienza ultratrentennale in studi, ricerche e consulenze in aziende pubbliche, private e istituzioni governative. È docente di Cyber Intelligence al Corso di Analisi Criminale di II livello presso la Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia di Roma. Insegna Cyber Espionage e Cyber Counterintelligence alla LUISS “Guido Carli”. È docente per le medesime materie al Master in Intelligence dell’Università della Calabria e al Master di Intelligence e ICT dell’Università di Udine. Con Rubbettino ha pubblicato: Open Source Intelligence & Cyberspace. La nuova frontiera della conoscenza (2014); Cyber Espionage e Cyber Counterintelligence. Spionaggio e controspionaggio cibernetico (2018); Virtual Humint. La nuova frontiera dell’Intelligence (2019).

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