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Alaska, crocevia di potenze: il vertice Trump–Putin oltre la cronaca

Tra meno di due ore, ad Anchorage, Donald Trump e Vladimir Putin si incontreranno in un vertice dal forte valore strategico. La scelta dell’Alaska non è casuale: ponte tra Artico e Pacifico, cerniera dove si intrecciano memorie storiche, interessi economici e proiezioni militari. Nel 1867, la Russia zarista cedette agli Stati Uniti 1.518.800 chilometri quadrati per 7,2 milioni di dollari. Quella che molti definirono “la follia di Seward” si rivelò una mossa lungimirante: la corsa all’oro, le scoperte minerarie e la collocazione strategica trasformarono l’Alaska in un avamposto decisivo. Oggi la regione, ricca di risorse energetiche e minerarie, è snodo di nuove rotte artiche e piattaforma di proiezione verso l’Asia.

Carta di Laura Canali, Limes

Intervistata da Giuseppe Pipitone de Il Fatto Quotidiano, Emanuela Somalvico – direttore dell’Osservatorio di Intelligence sull’Artico della Società Italiana di Intelligence e autrice del volume Prospettiva artico. Nuove sfide per l’Intelligence (Fondazione Margherita Hack) – sottolinea che l’Alaska racconta la storia di potenze che ragionano sul lungo periodo, dove lo spazio condiziona strategie e alleanze. Da periferia remota a centro della competizione globale, l’Artico è al cuore della rivalità per rotte e risorse. Washington vi ha intensificato le esercitazioni polari, mentre Russia e Cina consolidano la cooperazione. La Repubblica Popolare, pur non essendo Stato artico, si definisce “quasi artica” e investe in infrastrutture e ricerca per garantirsi un ruolo nelle future rotte commerciali.

L’incontro di Anchorage va letto come parte di un confronto ampio: Washington riafferma la propria centralità nella regione e lancia un messaggio a Mosca e Pechino. L’eco del 1867 è evidente: allora lo zar Alessandro II, reduce dalla sconfitta in Crimea e con un impero sovraesteso, vendette l’Alaska agli americani – tradizionali rivali della Gran Bretagna – per finanziare la modernizzazione interna. Oggi, la Russia affronta le sanzioni occidentali e i costi della guerra in Ucraina; l’incontro ad Anchorage amplifica il messaggio di un leader che discute del futuro di un territorio che considera ancora russo.

L’Artico custodisce, secondo l’US Geological Survey, circa il 13% del petrolio e il 30% del gas naturale non ancora scoperti. Lo scioglimento dei ghiacci apre la Northern Sea Route, riducendo la distanza tra Europa e Asia da 13mila a 8mila miglia rispetto alla via di Suez. Nel 2024, 97 spedizioni hanno attraversato questa rotta, per il 60% cariche di greggio russo diretto in Cina. Non sorprende che Trump abbia rilanciato l’Alaska LNG Project, investimento da 44 miliardi di dollari per portare il gas dall’estremo nord alla costa meridionale, e proposto di allentare i vincoli alle trivellazioni nella National Petroleum Reserve-Alaska.

Il vertice va interpretato anche tenendo conto delle dinamiche militari. Gli Stati Uniti hanno intensificato esercitazioni congiunte nel Pacifico e in Artico, mentre Russia e Cina consolidano legami strategici. Alberto Pagani – docente e advisor nel settore della sicurezza, autore con Mario Caligiuri del volume Disinformare ecco l’arma. L’emergenza educativa e democratica del nostro tempo (Rubbettino) – su Huffington Post, sottolinea che l’invasione dell’Ucraina “non è un fatto estemporaneo”, ma una scelta politica lucida e lungamente meditata, finalizzata a preservare la coesione interna e il ruolo internazionale della Federazione. Il vertice serve dunque a Mosca per uscire dall’isolamento e sondare possibilità negoziali capaci di bilanciare la dipendenza da Pechino.

La geografia pesa più di ogni dichiarazione. Lo Stretto di Bering separa Alaska e Russia di soli 85 chilometri, ridotti a 3,8 tra le Isole Diomede. Laura Canali, cartografa di Limes, lo illustra definendolo “uno dei bacini d’acqua più difficili da navigare”, accessibile solo nei mesi estivi. Questa configurazione rende Anchorage la scelta obbligata per un vertice sicuro, dove la prossimità delle due potenze amplifica il significato politico dell’incontro.

Banksy, CCCP, 2003 – Serigrafia a colori su carta

La delegazione russa conferma le priorità: con Putin sono Lavrov, Belousov, Siluanov e Kirill Dmitriev, a indicare un’attenzione agli accordi economici e commerciali oltre che militari. La simbologia è accentuata dai dettagli: Lavrov indossa una felpa con la scritta CCCP (Союз Советских Социалистических Республик – Soyuz Sovetskikh Sotsialisticheskikh Respublik, ovvero l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, nome ufficiale dell’Unione Sovietica) un messaggio chiaro alla diplomazia americana sul peso della memoria e sulle ambizioni geopolitiche russe. Come nel 1867, la Russia affronta una crisi sistemica: allora la cessione rafforzò entrambe le parti, oggi qualsiasi concessione territoriale in Ucraina rischierebbe di legittimare logiche imperiali senza risolvere contraddizioni interne.

Il vertice è dunque multilivello. Trump offre a Putin la possibilità di rompere l’isolamento, invia un segnale alla Cina sulla competizione artica e mostra all’Europa la capacità statunitense di gestire dossier strategici. È anche un messaggio alla storia: la geografia parla ancora, dai confini del 1867 allo Stretto di Bering, dalla guerra di Crimea alla guerra in Ucraina, tra resistenze e opportunità che attraversano secoli.

È il 1268° giorno di guerra in Ucraina. Trump sostiene di poter capire “in 2-5 minuti” se il faccia a faccia andrà bene o male, ma le ultime dichiarazioni sull’Air Force One confermano l’incertezza strutturale dell’evento: “Non c’è niente di fissato, non so che cosa renderà il vertice un successo”. Questa fluidità negoziale mostra come interpretazioni definitive rischino di semplificare dinamiche intrinsecamente complesse.

Un proverbio tibetano ammonisce: “è impossibile cucire con un ago a due punte”. Ad Anchorage, storia e strategia si intrecciano; il futuro ordine mondiale resta sospeso tra audacia e cautela, mentre Trump e Putin cercano vantaggi tattici in una guerra che nessuno dei due può permettersi di perdere.

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