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GEOINT nella crisi russo-ucraina

GEOINT nella crisi russo-ucraina un’analisi per la Commissione GEOINT

pubblichiamo un contributo dell’ing. Damiano Chiappa, sostenitore della Commissione GEOINT ed esperto di software GIS (Geographic Information System). In questo breve testo andremo ad esaminare come una lettura GEOINT del contesto geopolitico della situazione russo-ucraina, potrebbe fornire ulteriori elementi di valutazione circa gli eventi a cui tutti stiamo assistendo.

lo USGS

Lo US Geologic Survey (USGS) è un’agenzia statunitense analoga per certi aspetti ad uno dei nostri enti cartografici di stato, il servizio geologico nazionale. Tuttavia, a differenza della nostra realtà nazionale, lo USGS dal 1962 è stato coinvolto anche in attività di esplorazione e cartografia dell’intero globo. Esso, pertanto, è dotato di risorse di gran lunga superiori a quelle che può mettere in campo l’Italia. In particolare circa le risorse energetiche e minerarie. Analizzando taluni dei geodatabase messi a disposizione dallo USGS e filtrandoli opportunamente mediante software GIS (nel nostro caso ESRI ArcGIS), emerge il quadro raffigurato nell’immagine seguente.


Nell’immagine possiamo notare in colore giallo una vasta estensione raffigurante possibili giacimenti di gas inesplorati, mentre in colore blu dei possibili siti minerari indicati con la sigla REE.

Gli REE

Mentre per quanto concerne il gas, il concetto è chiaro ai più, occorre specificare il significato di Rare Earth Elements (REE), meglio conosciute in italiano come terre rare.

Secondo la definizione della IUPAC, le terre rare sono un gruppo di 17 elementi chimici della tavola periodica. Esse sono particolarmente ambite al giorno d’oggi perché impiegate nell’industria tecnologica. Il loro nome non è legato al fatto che ce ne siano poche in senso assoluto sulla crosta terrestre, quanto piuttosto al fatto che risulti difficile trovarle in alte concentrazioni all’interno di un giacimento.

Per tal motivo il processo estrattivo è particolarmente costoso e complesso. In particolare, Le terre rare sono utilizzate in:

  • superconduttori;
  • magneti;
  • catalizzatori;
  • componenti di veicoli ibridi;
  • applicazioni di optoelettronica (come ad esempio il laser);
  • fibre ottiche

Per gli approfondimenti questo articolo offre un’ottima sintesi.

So What?

Una volta effettuata l’analisi preliminare, occorre a questo punto riflettere su quali risvolti geopolitici potrebbero avere le risorse in campo.

Se paragoniamo la carta geografica precedente con la carta della situazione disponibile su fonti aperte, notiamo un’ampia sovrapposizione fra le zone occupate dalla Federazione Russa e le aree citate. In più di un’occasione si è parlato di problemi sull’integrità territoriale dell’Ucraina per aspetti etnici e culturali. A questo punto ci si potrebbe riferire agli aspetti economici, nell’ambito delle diversificazioni riferibili alla cosiddetta disciplina della human geography.

Nel merito, per quanto concerne il gas, è opportuno sottolineare che l’entità e il possibile sfruttamento di tali risorse naturali è un’informazione sensibile e non certo resa disponibile alle masse. Tuttavia, talune fonti (sintesi in questo articolo) sostengono che le riserve ucraine potrebbero rivelarsi più grandi del previsto. Attribuendo all’Ucraina il ruolo di competitor nei confronti della Russia sul mercato del gas verso l’Unione Europea. Ovviamente, non è dato conoscere se e quando ciò potrebbe attuarsi, ma si possono fare delle supposizioni sul ruolo “scomodo” che Kiev assumerebbe nei confronti del Cremlino.

Il nodo Terre Rare

Per quanto concerne le citate terre rare, vale la pena sottolineare che nel 2021 L’Ucraina è stata ufficialmente invitata a partecipare all’alleanza europea sulle batterie e le materie prime. Lo scopo è quello di sviluppare l’intera catena del valore dall’estrazione alla raffinazione e al riciclo dei minerali nel Paese.

Al riguardo viene espressamente sottolineato come la Commissione europea veda chiare opportunità nella collaborazione con l’Ucraina. Il 98% della fornitura di terre rare dell’UE proviene dalla Cina, una cifra troppo elevata per elementi che sono fondamentali nella transizione ecologica e digitale e usati in smartphone, batterie e turbine. In questo caso il ruolo di competitor si avrebbe anche nei confronti di Pechino come è facile intuire.

Appare, dunque, evidente come la potenziale eliminazione di un competitor sul mercato UE delle risorse e delle materie prime gioverebbe soprattutto a Mosca e a Pechino.

In conclusione, questo breve excursus non ha la pretesa di fornire spiegazioni definitive, né tanto meno di giustificare le ostilità. Semplicemente auspica di fornire una possibile chiave di lettura di quanto accade intorno a noi per mezzo della GEOINT.

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