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PREMIO DI TESI “CARLO MOSCA”: IL 10 SETTEMBRE LA PREMIAZIONE IN SENATO

In occasione del convegno “Studiare l’Intelligence: un’eredità di pensiero”, promosso dalla Società Italiana di Intelligence e dalla senatrice Simona Malpezzi. Presentazione anche del volume Studiare Intelligence (Licosia) i cui proventi contribuiranno a sostenere le future edizioni del Premio.Il programma sarà reso noto a breve, ma è già possibile accreditarsi.

La seconda edizione del Premio di tesi intitolato al prefetto Carlo Mosca, promosso dalla Società Italiana di Intelligence, si appresta a compiere il suo passaggio decisivo.

Mentre la Commissione di valutazione è impegnata nell’esame delle candidature pervenute, si avvicinano i momenti pubblici in cui saranno resi noti i nomi dei vincitori. L’annuncio ufficiale avverrà nel corso dell’Università d’Estate sull’Intelligence, in programma a Soveria Mannelli dal 4 al 6 settembre. La cerimonia di premiazione, invece, si terrà il 10 settembre, presso il Senato della Repubblica, durante un convegno di studi promosso da SOCINT e dalla senatrice Simona Malpezzi intitolato Studiare l’Intelligence: un’eredità di pensiero. Nel corso dell’evento sarà anche presentato il secondo volume di Studiare Intelligence (Licosia), a cura di Andrea Canzilla con prefazioni di Alberto Pagani, Giovanni Nistri, Luciano Carta, Paolo Salvatori e Mario Caligiuri. I proventi dell’opera contribuiranno a sostenere le edizioni future del Premio.

Il riconoscimento intitolato al prefetto Mosca rappresenta un segnale, preciso e coerente, della volontà di consolidare uno spazio intellettuale in cui la riflessione sull’Intelligence – materia ancora fragile nella sua sistematizzazione scientifica – possa incontrare la ricerca universitaria, in particolare nei percorsi post-laurea che affrontano con strumenti metodologici maturi e all’avanguardia le molteplici declinazioni della sicurezza nazionale. Gli ambiti di studio ammessi spaziano dalla geopolitica alla biosicurezza, dalla cybersecurity alle infrastrutture critiche, dai profili giuridici dell’Intelligence alle trasformazioni prodotte dalle tecnologie dell’informazione, fino agli scenari emergenti della sicurezza spaziale ed economico-competitiva.

I tre premi previsti – mille euro e pubblicazione con Rubbettino per il primo classificato; settecento euro e pubblicazione digitale sul portale SOCINT Press per il secondo; cinquecento euro e pubblicazione digitale sul portale SOCINT Press per il terzo – intendono valorizzare tesi capaci di coniugare rigore metodologico, rilevanza scientifica e originalità del contributo. A giudicare gli elaborati è una commissione composta da figure di alto profilo, espressione tanto dell’accademia quanto delle istituzioni: Mario Caligiuri, presidente della Società Italiana di Intelligence; Maria Gabriella Pasqualini, studiosa di riferimento per la storia dell’Intelligence italiana; Marco Valentini, consigliere di Stato; Antonio Felice Uricchio, presidente ANVUR; Francesco Sidoti, già docente di Sociologia della devianza e tra i primi ad aver esplorato le implicazioni epistemologiche dell’Intelligence come sapere scientifico; Domenico Talia e Gian Luca Foresti, informatici e docenti di riconosciuta esperienza, entrambi membri del Consiglio direttivo SOCINT.

Carlo Mosca

Intitolare un premio accademico a Carlo Mosca significa affermare una precisa idea di Stato e di servizio pubblico. Figura appartata quanto operosa – come viene descritta nelle pagine di Pro Bono Communi. Scritti in onore di Carlo Mosca a cura di Marco Valentini e Guido Melis (ES, Napoli) – Mosca ha interpretato la funzione del civil servant come esercizio razionale della responsabilità. In un tempo di transizione opaca, ha lavorato a rendere trasparente il nesso tra legalità e sicurezza, tra conoscenza e decisione. È stato, con rara coerenza, uomo delle istituzioni e intellettuale delle istituzioni. Non nel senso notarile dell’esecuzione, ma in quello più esigente dell’elaborazione critica. I suoi interventi, tanto nei contesti operativi quanto in quelli teorici, hanno sempre testimoniato una dedizione alla costruzione dello Stato come forma organizzata della libertà: un progetto, prima ancora che una struttura.

Fu anche grazie alla sua visione se nacque, nel 2018, la Società Italiana di Intelligence: uno spazio di studio e confronto pensato per rispondere alla sfida culturale dell’Intelligence come oggetto scientifico, non più relegato alla prassi nascosta o alle narrazioni mitologiche. Lo studio dell’Intelligence, secondo Mosca, non era una curiosità accademica, ma un’esigenza civile: comprendere i meccanismi della sicurezza e del potere informativo significava contribuire alla qualità della democrazia. L’eredità che lascia è dunque di pensiero attivo, esigente, non pacificato. Un’intelligenza inquieta, che non cerca consenso ma verità.

L’invito a partecipare al convegno del 10 settembre è rivolto a studiosi, operatori, studenti e cittadini interessati a comprendere il ruolo dell’Intelligence in una società complessa. Il programma dell’evento, in fase di definizione, sarà reso noto a breve. È già possibile accreditarsi scrivendo a: michela.chioso@socint.org.

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