Premio di Tesi “Carlo Mosca”: la seconda edizione celebra l’INTELLIGENCE come DISCIPLINA di PENSIERO
Mercoledì 10 settembre alle ore 10, a Roma, la Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca ‘Giovanni Spadolini’ in piazza della Minerva 28 ospiterà la cerimonia di conferimento.
Si terrà in Senato, il 10 settembre alle 10, la cerimonia di conferimento della seconda edizione del Premio di Tesi “Carlo Mosca”, istituito dalla Società Italiana di Intelligence per valorizzare le migliori ricerche post-laurea nel campo degli studi sull’intelligence. L’evento rappresenta un momento di visibilità nazionale per una disciplina fondamentale tanto per la sicurezza dello Stato quanto per la qualità della democrazia.
Il Premio, dedicato alla memoria del Prefetto Carlo Mosca (1945-2021), rende omaggio a una figura che ha fatto dell’intelligence l’architettura del pensiero applicata alla sicurezza nazionale. La cerimonia, che si svolge a nella Sala degli Atti Parlamentari con la partecipazione di accademici, funzionari pubblici e giovani studiosi, segna il momento culminante di un percorso di selezione che ha visto confrontarsi tesi, di dottorato e di master, sul tema.

La Commissione di valutazione, presieduta da Mario Caligiuri, composta da figure di alto profilo accademico e istituzionale – quali Maria Gabriella Pasqualini, Marco Valentini, Antonio Felice Uricchio, Francesco Sidoti, Domenico Talia, Gian Luca Foresti – e coordinata da Michela Chioso, ha assegnato il primo premio a Claudio Stanzione (CASD, PhD Innovation Sciences for Defense and Security) per la tesi “Explainable artificial intelligence methods for defence systems”. Il secondo premio è andato a Giulio Rossolini (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa) con “Towards Trustworthy AI: Understanding the Impact of Threats and Countermeasures”, mentre il terzo premio è stato assegnato a Stefano Accomello (Università Cusano) per “Lo strumento militare italiano nella geopolitica della sicurezza”.
Due menzioni d’onore sono state attribuite a Immacolata Canonico (La Sapienza, “Intelligence e disagio sociale nelle aree urbane: il ruolo del DDSU come supporto di analisi”) e ad Alessandro Ludovico Veltri (Università della Calabria, “La politica mediterranea morotea e il ‘lodo moro’: una identità di sistema”). I premi prevedono, oltre a un riconoscimento economico, la pubblicazione delle tesi in formato cartaceo o digitale, assicurando visibilità ai giovani studiosi.
Carlo Mosca: l’architetto silenzioso dell’Intelligence italiana
Scomparso nel marzo 2021, Carlo Mosca ha attraversato i gangli vitali dello Stato con la discrezione di chi conosce il peso delle responsabilità e la lucidità di chi sa che l’Intelligence non è un gioco di specchi, ma l’architettura del pensiero applicata alla sicurezza nazionale.
La sua carriera si dipana come un filo rosso attraverso i momenti complessi della storia repubblicana. Vicedirettore del SISDE dal 1994 al 1996, negli anni della transizione post-Guerra Fredda e delle nuove minacce asimmetriche, Mosca intuì l’urgenza di una cultura dell’intelligence fondata sulla riflessione scientifica, superando le logiche emergenziali. Fu tra i promotori di Per Aspera ad Veritatem, la prima rivista italiana dedicata agli studi sull’intelligence, tentativo pionieristico di portare la disciplina dal regno delle ombre alla luce della ricerca accademica.
La sua esperienza istituzionale si sviluppò ai vertici dell’amministrazione: capo di gabinetto dei ministri dell’Interno Giuseppe Pisanu e Giuliano Amato, guidò la trasformazione delle intuizioni politiche in strumenti operativi. Come Prefetto di Roma, affrontò la complessità della Capitale, bilanciando istanze locali e nazionali e armonizzando sicurezza e accoglienza. La nomina a membro del Consiglio di Stato suggellò un percorso che dall’operatività si elevò alla riflessione giuridica, confermando la costante dimensione intellettuale della sua azione pubblica.
Il ruolo più profondo lo esercitò come direttore della Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno – oggi a lui intitolata – dove trasformò la formazione delle élite amministrative in una missione strategica. Definito dal ministro Matteo Piantedosi “il maestro di tutti i Prefetti”, Mosca sosteneva che la qualità delle istituzioni dipende dalla qualità di chi le serve. Presidente onorario del Laboratorio sull’Intelligence dell’Università della Calabria, autore di decine di saggi giuridici e docente in università e alte scuole dello Stato, ha seminato una cultura della responsabilità, fondamento di ogni democrazia matura.
Il riconoscimento del Premio Francesco Cossiga per l’Intelligence nel 2020 suggellò la carriera di un uomo che concepiva l’Intelligence non come tecnica di controllo, ma come strumento di conoscenza e previsione. Marco Valentini lo descrive come una persona la cui integrità era “solida e sicura come un architrave secolare”, metafora della coerenza etica che ha guidato ogni incarico.

