Costruire sicurezza con la conoscenza: al Senato la seconda edizione del Premio Mosca
Nella Sala Capitolare, istituzioni, accademia e Intelligence hanno ricordato la figura del prefetto Mosca e discusso le sfide globali – dalla rivoluzione tecnologica al multipolarismo – premiando tesi che offrono strumenti di comprensione e di azione per il futuro.
Mercoledì 10 settembre, nella Sala Capitolare del Senato, la Società Italiana di Intelligence ha assegnato la seconda edizione del Premio di Tesi “Carlo Mosca” intrecciando la memoria di un servitore dello Stato con le riflessioni di studiosi, politici e professionisti della sicurezza.
Aprendo i lavori, la senatrice Simona Malpezzi ha insistito sul valore delle nuove generazioni di studiosi, il cui contributo entra nelle istituzioni per aiutare a capire come e quando il mondo sia cambiato. Nel ricordare il prefetto Carlo Mosca, il presidente di SOCINT Mario Caligiuri ha posto l’accento su tre dimensioni del premio: la memoria di un uomo delle istituzioni, la valorizzazione del talento universitario e il ruolo dell’intelligence quale strumento critico in un contesto in cui percezione e realtà divergono. Da qui la necessità di cogliere i dettagli, distinguere i segnali dai rumori, dotarsi di chiavi interpretative per non smarrirsi.

Un’idea ripresa dal presidente dell’Anvur Antonio Felice Uricchio, che ha richiamato la figura di Mosca come servitore dello Stato dal tratto umano straordinario e ha collocato la ricerca sull’intelligence al centro di una riflessione dottrinale e pratica. Il prefetto Marco Valentini ha ricordato come Mosca abbia sempre voluto trasmettere alle nuove generazioni la centralità della formazione, intesa come strumento per consolidare istituzioni e comunità.
Dalla dimensione personale e istituzionale il dibattito si è spostato a quella geopolitica. Andrea Canzilla, presentando il secondo volume di Studiare l’Intelligence, ha descritto il passaggio dall’unipolarismo al multipolarismo come origine di conflitti e attriti, aggravati da tecnologie disruptive e da un’economia globale interconnessa. Paolo Salvatori ha riportato l’attenzione alle lezioni della Guerra fredda, quando il superamento dell’equilibrio del terrore nucleare impose una collaborazione senza precedenti tra intelligence rivali per disinnescare i rischi globali. Oggi, ha ammonito, il ritorno degli ordigni tattici impone uno sforzo ancora maggiore di studio e prevenzione. Sul fronte della sicurezza economica ed energetica è intervenuto il generaleLuciano Carta, che ha sottolineato come Putin avesse intuito già negli anni della sua formazione la necessità di un’intelligence economica. In un mondo segnato da approvvigionamenti incerti, competizione globale e vincoli ambientali, la minaccia è sistemica e mutevole: per questo Carta ha indicato come indispensabile la creazione di un’agenzia nazionale di intelligence economica. Alberto Pagani ha aggiunto che ogni rivoluzione tecnologica -dall’industriale all’energetica – ha modificato i rapporti di forza, trasformando le minacce e ridefinendo la sovranità degli Stati. Oggi la sfida è affidata all’intelligenza artificiale e alla computazione quantistica, destinate a incidere in profondità sulla tenuta delle società contemporanee.

L’intreccio fra istituzioni e accademia è stato ribadito dal presidente del Copasir Lorenzo Guerini, che ha legato la memoria di Mosca alla formazione dei giovani e alla necessità di un dialogo continuo con la politica. Il prefetto Bruno Frattasi ha ricordato l’impronta lasciata da Mosca nell’architettura della sicurezza nazionale. In chiusura, Gianni Letta ha accostato Mosca e Cossiga nella comune passione civile: quella che rende l’intelligence non solo un mestiere, ma una missione a servizio dello Stato.

La giornata – raccontata anche da Jacopo Marzano su Formiche e integralmente riproposta da Radio Radicale – si è conclusa con la proclamazione dei vincitori, selezionati da una commissione presieduta da Mario Caligiuri e composta da Domenico Talia, Gian Luca Foresti, Maria Gabriella Pasqualini, Marco Valentini, Antonio Felice Uricchio e Francesco Sidoti, con il coordinamento di Michela Chioso.
Le motivazioni testimoniano la ricchezza degli approcci, dalla tecnologia alla geopolitica, dalla sicurezza urbana alla rilettura storica. A darne lettura Gabriella Pasqualini – docente, storica militare e dell’Intelligence, autrice di innumerevoli volumi e studi sui temi alcuni dei quali consultabili sul sito del DIS. vicepresidente della Sezione Lazio della Società Italiana di Intelligence – che ha ricordato che la commissione ha esaminato 26 ricerche di altissimo livello scientifico, suddivise tra 4 tesi di dottorato e 22 tesi di master.
1° Premio – € 1.000 e pubblicazione a stampa con Rubbettino
CLAUDIO STANZIONE, CASD (PhD Innovation Sciences for Defense and Security) – “Explainable artificial intelligence methods for defence systems” – Relatore: Prof. N. Capuano – Coordinatore: Prof. P. Adinolfi – A.A. 2021/2024
Il dottor Claudio Stanzione ha dedicato la sua ricerca a una delle questioni decisive del nostro tempo: la fiducia che possiamo riporre nell’intelligenza artificiale quando è chiamata a difendere la nostra sicurezza. La sua tesi non si limita a un esercizio teorico: trasforma un problema di straordinaria complessità – la cosiddetta “scatola nera” degli algoritmi – in un percorso di trasparenza e di verificabilità. È questo il cuore della sua opera: aprire ciò che sembra opaco, rendere leggibile ciò che governa decisioni di vitale importanza.
Di particolare rilievo è il suo contributo alla lotta contro la disinformazione, minaccia strategica dei nostri giorni. Grazie ai suoi modelli, l’intelligenza artificiale non solo rileva contenuti manipolatori, ma ne spiega i meccanismi, offrendo così strumenti di contrasto più solidi ed efficaci.Non meno importante è l’aver affrontato il tema del “jailbreaking”, i tentativi di forzare e manipolare i modelli di IA per comprometterne la sicurezza. Le soluzioni elaborate dal Dottor Stanzione non si limitano a difendere i sistemi: li rafforzano, neutralizzando le vulnerabilità e trasformando il rischio in occasione di resilienza. I risultati sono di altissimo livello: tredici pubblicazioni su riviste internazionali, riconoscimenti accademici e collaborazioni con centri di ricerca di fama mondiale. Un lavoro che testimonia come la scienza, quando unita alla visione e al rigore, possa davvero offrire risposte concrete alle sfide della sicurezza nazionale.

2° Premio – € 700 e pubblicazione sul portale editoriale di SOCINT
GIULIO ROSSOLINI, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (PhD Real-Time Systems Laboratory) –“Towards Trustworthy AI: Understanding the Impact of Threats and Countermeasures” – Relatore: Prof. G.C. Buttazzo – A.A. 2022/2023
Il dottor Giulio Rossolini ha affrontato una delle sfide più delicate dell’intelligenza artificiale: garantire sicurezza e affidabilità nei sistemi che operano in contesti dove l’errore non è tollerabile. La sua ricerca unisce rigore teorico e applicazioni concrete, con particolare attenzione ai veicoli autonomi e ai sistemi cyber-fisici. Ha introdotto il concetto di “robustezza spaziale”, mostrando come attacchi mirati possano compromettere i modelli ben oltre il punto di impatto diretto. Ha inoltre sviluppato strumenti innovativi come CARLA-GeAR, oggi riferimento per la comunità scientifica internazionale, e soluzioni difensive originali come il framework Z-Mask e l’algoritmo ACAT, capaci di offrire protezione real-time e interpretabilità dei processi decisionali. Con cinque pubblicazioni su riviste internazionali di primo piano e risultati di immediata applicabilità industriale, il dottor Rossolini ha dimostrato maturità scientifica eccezionale, contribuendo in modo significativo alla sicurezza dei sistemi basati sull’intelligenza artificiale. Una ricerca che contribuisce a rafforzare la fiducia nell’intelligenza artificiale, trasformandola da rischio potenziale a risorsa sicura per la collettività.

3° Premio – € 500 e pubblicazione sul portale editoriale di SOCINT
STEFANO ACCOMELLO – Università Cusano (Master II livello Geopolitica della sicurezza) – “Lo strumento militare italiano nella geopolitica della sicurezza” –
Relatore: Prof. Gen. P. Preziosa – A.A. 2023/2024
Il dottor Stefano Accomello ha dedicato la sua ricerca a uno dei temi centrali del nostro tempo: il ruolo dello strumento militare italiano in un mondo segnato da instabilità e da nuove forme di conflitto. La sua tesi, di straordinaria chiarezza analitica, non si limita a descrivere, ma interpreta il quadro della sicurezza internazionale con particolare attenzione alle minacce ibride, alle tecnologie emergenti e all’approccio multidominio. Con il concetto di “continuum of competition”, egli ha saputo superare la rigida dicotomia tra pace e guerra, mostrando come la competizione internazionale si sviluppi lungo uno spettro continuo che richiede capacità di analisi e di risposta articolate.
Particolarmente meritevole è la sua analisi delle dinamiche mediterranee, dove l’Italia si trova a coniugare tradizione geopolitica e nuove esigenze operative. La mappatura delle quaranta missioni internazionali condotte dal nostro Paese costituisce una base empirica preziosa per comprendere la proiezione strategica nazionale e le priorità che ne derivano.La ricerca del dottor Accomello testimonia maturità e profondità di visione: nel suo lavoro si coglie la consapevolezza dell’importanza dell’intelligence sharing e del coordinamento interalleato, elementi oggi indispensabili. È un contributo che arricchisce il dibattito strategico e rafforza la comprensione del ruolo dell’Italia nella sicurezza globale.

Menzioni d’onore – pubblicazione sul portale editoriale di SOCINT
IMMACOLATA CANONICO, La Sapienza (Master II livello Scienze Forensi) – “Intelligence e disagio sociale nelle aree urbane: il ruolo del DDSU come supporto di analisi” – Relatore: Prof. R. Ciofi – A.A. 2022/2023
La tesi della dottoressa Immacolata Canonico rappresenta un contributo significativo al dibattito sulla sicurezza urbana e l’applicazione dell’intelligence in contesti civili. L’originalità dell’approccio, la qualità delle fonti e la rilevanza pratica delle proposte ne fanno un lavoro meritevole di attenzione.
La ricerca si configura come un’esplorazione concettuale innovativa il cui valore principale risiede nell’apertura di nuove prospettive di studio e nell’identificazione di bisogni formativi e professionali emergenti nel campo della sicurezza urbana. Essa ha il merito di aver colto un’esigenza sociale attuale, proponendo soluzioni originali che aprono la strada a sviluppi futuri nel campo dell’intelligence territoriale.
ALESSANDRO LUDOVICO VELTRI, Università della Calabria (Master II livello Intelligence) – “La politica mediterranea morotea e il ‘lodo Moro’: una identità di sistema” – Relatore: Prof.ssa M.G. Pasqualini – A.A. 2020/2021
Il dottor Alessandro Ludovico Veltri ha affrontato uno dei capitoli più controversi della storia repubblicana italiana con rigore scientifico e innovazione metodologica. La sua ricerca non si limita a riproporre interpretazioni consolidate sul cosiddetto “Lodo Moro”, ma compie un’operazione di ricontestualizzazione. Attraverso l’applicazione di tecniche analitiche proprie dell’intelligence – dalla generazione delle ipotesi a quadrante all’analisi delle ipotesi competitive – ha dimostrato come quello che viene spesso descritto come un accordo personalistico fosse in realtà una politica di Stato che coinvolse le istituzioni italiane. Veltri ha costruito una cronologia inedita degli eventi terroristici del periodo 1968-1985, basata su criteri metodologici espliciti e verificabili. L’elaborato rappresenta un esempio virtuoso di come gli strumenti dell’intelligence possano essere applicati alla ricerca storica, contribuendo alla comprensione delle complesse dinamiche tra diplomazia ufficiale e parallela durante la Guerra fredda. Un lavoro che non solo arricchisce la nostra comprensione del passato, ma offre chiavi interpretative per analizzare le sfide contemporanee della sicurezza nazionale.

Tutti i lavori premiati testimoniano la vitalità e la qualità degli studi sull’Intelligence nel nostro Paese, spaziando dall’innovazione tecnologica all’analisi geopolitica, dalla sicurezza urbana alla storia dell’intelligence. Essi rappresentano l’eredità di pensiero che Carlo Mosca ha contribuito a creare e che continua a ispirare nuove generazioni di studiosi e professionisti. La Società Italiana di Intelligence, attraverso questo Premio, conferma il proprio impegno nella promozione dell’eccellenza accademica e nella formazione di una nuova generazione di esperti capaci di affrontare le sfide della sicurezza del XXI secolo.























































































