ConnectED Mind e il dominio cognitivo: la responsabilità della decisione nell’era degli automatismi intelligenti
🇬🇧 Promoted by the Aises–SPES Academy in collaboration with the National Research Council, ConnectED Mind addresses cognitive security as a strategic domain, safeguarding human responsibility in decision-making increasingly shaped by opaque AI-driven systems. The memorandum of understanding, signed last July with SOCINT, strengthens the methodological and pedagogical framework of cognitive Intelligence, creating continuity between education, research, and operational infrastructures.
🇮🇹 Promossa dalla Fondazione Aises–SPES Academy in collaborazione con il Consiglio nazionale delle ricerche, ConnectED Mind affronta la sicurezza cognitiva come dominio strategico, tutelando la responsabilità umana nei processi decisionali sempre più influenzati da automatismi opachi dell’intelligenza artificiale. Il protocollo d’intesa, siglato a luglio con SOCINT, rafforza il quadro metodologico e pedagogico dell’Intelligence cognitiva, creando continuità tra formazione, ricerca e infrastrutture operative.
Nel confronto strategico odierno, la sicurezza non si misura più soltanto nella protezione di infrastrutture fisiche o digitali, ma nella capacità di preservare il controllo umano nei processi decisionali. In un contesto segnato da crescente complessità informativa e dall’espansione dei sistemi automatizzati, il dominio cognitivo emerge come uno dei principali punti di frattura della sicurezza nazionale.
È in questo quadro che si colloca ConnectED Mind, start-up innovativa promossa dalla Fondazione Aises–SPES Academy e sviluppata attraverso un accordo quadro di collaborazione scientifica con il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR). Presentato presso la sede di rappresentanza in Italia dell’Unione europea, il progetto si propone di tutelare la sovranità cognitiva del Paese, garantendo l’autonomia del giudizio umano in settori quali cybersicurezza, aerospazio e difesa, sanità, trasporti, energia e finanza.
ConnectED Mind mette a disposizione dei decisori strumenti di ultima generazione per contrastare disinformazione, minacce ibride e manipolazione dei flussi informativi. L’infrastruttura opera come un ecosistema integrato uomo–macchina, in cui formazione avanzata, soluzioni tecnologiche e consulenza strategica si alimentano reciprocamente, rafforzando la capacità decisionale senza delegarla integralmente all’automazione.

All’interno di questo impianto, SPES Academy consolida la propria rete formativa e metodologica anche grazie al protocollo sottoscritto lo scorso luglio con la Società Italiana di Intelligence. L’accordo nasce per introdurre un approccio pedagogico dell’Intelligence volto a formare classi dirigenti capaci di affrontare instabilità cognitiva e complessità informativa. In tal modo ConnectED Mind si inserisce in un contesto più ampio che integra educazione, ricerca applicata e strumenti operativi dedicati alla sovranità cognitiva rafforzando la capacità dei decisori di operare con consapevolezza.
Il presidente della Fondazione Aises e direttore di SPES Academy, Valerio De Luca, ha ricordato che la vera frontiera della sicurezza riguarda la capacità di pensare, interpretare e decidere in modo autonomo, mantenendo il controllo umano sui processi decisionali anche in presenza di sistemi intelligenti sempre più performanti.
Durante la presentazione del progetto sono intervenuti, tra gli altri, il responsabile delle relazioni istituzionali del Parlamento europeo in Italia Fabrizio Spada, e il presidente SOCINT Mario Caligiuri, che hanno richiamato l’attenzione sulla rapidità della trasformazione tecnologica e su un contesto geopolitico sempre più instabile e competitivo. Le minacce alla sicurezza, alla stabilità economica e alla tenuta democratica – hanno sottolineato – non si manifestano più soltanto nei domini tradizionali, ma investono la dimensione cognitiva.

Una consapevolezza ormai condivisa anche da Unione europea e NATO, che riconoscono il dominio cognitivo come nuovo campo di confronto strategico globale. In questo scenario, la superiorità non si misura esclusivamente nella disponibilità tecnologica o nella forza militare, ma nella capacità di trasformare i dati in conoscenza e la conoscenza in decisionio tempestive e consapevoli.
Diventa perciò essenziale mantenere una mente aperta, inquisitiva e creativa.
Come suggerisce Chris von Bartheld, solo questa disposizione consente di separare le verità dai miti, evitando letture semplificate di una realtà sempre più complessa.
L’ultima frontiera di questo confronto, forse la più profonda, non è esterna ma interna: risiede nella mente umana. È la mente a rendere possibile tutto ciò che l’uomo è in grado di fare e di sperimentare. La sua complessità è immensa e il compito di studiarla e comprenderla ridimensiona ogni altra esplorazione finora compiuta. Proteggerne l’autonomia diventa così una condizione imprescindibile per governare responsabilmente tutti i domini.

