INTELLIGENCE e futuro: Mario Caligiuri protagonista a Lectorinfabula 2025
A Conversano, il 22 e 23 settembre, in dialogo con Antonio Uricchio, Claudio Caldarola, Sabrina Martucci, Raffaella Scelzi, Giovanni Nistri e Mimmo Mazza.
Il festival culturale europeo Lectorinfabula torna a Conversano dal 18 al 27 settembre 2025 con la sua ventunesima edizione, dedicata a un tema di frontiera: L’orizzonte dell’umanità. Tra i protagonisti, Mario Caligiuri, figura centrale nello studio dell’Intelligence in Italia, professore ordinario all’Università della Calabria, dove dirige il Master e il Laboratorio dedicati a questa disciplina. La sua presenza si articola in due momenti che riflettono la tensione tra l’urgenza di interpretare il presente e la necessità di preparare il futuro.

Il primo appuntamento è fissato per lunedì 22 settembre, alle 17, nella Biblioteca civica “M. Marangelli”, con la presentazione del volume L’Intelligenza Artificiale tra regolamentazione e esperienze applicative, edito da Cacucci. Caligiuri,che ne ha curato le conclusioni, dialogherà con i curatori, Antonio Felice Uricchio e Claudio Caldarola – rispettivamente presidente AVUR e presidente GP4AI -, con la linguista Raffaella Scelzi, autrice del contributo I profili applicativi dell’IA, le microespressioni e la comunicazione non verbale e con Sabrina Martucci, docente coordinatrice del Master di II livello in “Terrorismo, prevenzione della radicalizzazione e integrazione interreligiosa e interculturale” Università di Bari Aldo Moro. Il volume nasce dall’urgenza di decifrare l’AI Act europeo e la sua implementazione italiana e, al contempo, mappare il nuovo territorio normativo attraverso tre sezioni: principi giuridici, applicazioni settoriali e riflessioni critiche. L’analisi spazia dai settori strategici – giustizia, sanità, istruzione – alle implicazioni fiscali e industriali dell’IA Si configura come strumento operativo per comunità scientifica, istituzioni e policy maker alle prese con la sfida di regolamentare tecnologie in rapida evoluzione. L’obiettivo è promuovere una governance europea dell’IA fondata su responsabilità, trasparenza e tutela dei diritti fondamentali. La questione non è più se l’uomo debba regolamentare la macchina, ma se il diritto potrà ancora essere prescritto da esseri umani in un mondo in cui le decisioni si fanno progressivamente post-umane. A partire dal quadro normativo europeo e dalle proposte di legge italiane, la discussione si concentrerà sullo slittamento verso nuove regole capaci di garantire trasparenza e diritti fondamentali in un contesto dove la tecnica tende a precedere la politica.
Il giorno successivo, alle 20, nella cornice della Sala Conferenze San Benedetto, Caligiuri dialogherà con Giovanni Nistri, già comandante generale dell’Arma dei Carabinieri ed esperto di sicurezza, e con Mimmo Mazza, direttore della Gazzetta del Mezzogiorno. L’incontro, significativamente intitolato Capire per prevedere. L’intelligence e le sfide del futuro, offrirà anche l’occasione per la presentazione in anteprima del nuovo volume di Caligiuri, Intelligence, edito da Treccani Libri.

Nel volume l’Intelligence non viene presentata solo come apparato statuale, né come semplice funzione di sicurezza nazionale, ma come vera e propria necessità sociale in un’epoca segnata dalla disinformazione, dalla competizione globale e dalla fragilità delle democrazie. Caligiuri la definisce come il processo di raccolta, analisi e utilizzo delle informazioni essenziali per assumere decisioni, evidenziandone il valore nel difendere i cittadini dall’inganno sistematico della rete, nel sostenere le aziende sottoposte alla pressione di mercati globalizzati, nel garantire agli Stati strumenti adeguati a proteggere libertà e benessere collettivo.
La forza del testo risiede nell’intreccio tra analisi storica e proiezione futura. Dalla Repubblica di Venezia al Vaticano, dall’Intelligence elisabettiana a quella della Guerra fredda, l’autore mostra come l’informazione sia stata costante fattore di potere. Ma il cuore del suo discorso è rivolto al futuro: Intelligenza Artificiale, tecnologie quantistiche e guerra per il controllo delle menti sono individuati come i campi di trasformazione radicale. È qui che l’Intelligence si configura come “geopolitica della mente”, chiamata a misurarsi con il rischio di un’umanità divisa tra una minoranza che governa le tecnologie e masse ridotte a consumatori superflui.
Il terreno decisivo diventa quello educativo. Se il mondo digitale alimenta polarizzazione e manipolazione, l’Intelligence può trasformarsi in metodo di formazione critica, capace di sviluppare consapevolezza e autonomia intellettuale. Non si tratta di opporsi alla tecnologia, ma di piegarne l’uso a un rafforzamento delle facoltà umane. L’obiettivo dichiarato è la creazione di “minoranze creative”, come suggeriva Toynbee, in grado di guidare le società attraverso le transizioni di civiltà.
In questo quadro, la partecipazione di Caligiuri a Lectorinfabula assume un rilievo che travalica l’occasione accademica o la presentazione di un libro. In un festival che, quest’anno, si estende a dodici comuni pugliesi e riunisce intellettuali e studiosi di livello internazionale per interrogarsi sull’orizzonte dell’umanità, il discorso sull’Intelligence diventa lente privilegiata per osservare il nostro tempo. Una bussola per cittadini, imprese e istituzioni che devono orientarsi in scenari inediti, talmente dirompenti da lasciare spesso disarmati.

