Intelligence, Mario Caligiuri scrive voce per l’Enciclopedia Italiana Treccani

Intelligence Caligiuri scrive voce Treccani

“L’Intelligence è fondamentale per capire e vivere il XXI secolo”. Così Mario Caligiuri conclude la voce “Intelligence” nella X Appendice della “Enciclopedia Italiana” pubblicata dall’Istituto Treccani. Il seguente video riprende l’intervista dell’autore.

La notizia di una voce dedicata all’intelligence nell’Enciclopedia Italiana ha anche ricevuto un prestigioso commento su Formiche.net da parte di Paolo Scotto di Castelbianco, docente all’Università di Genova, già direttore della Scuola di formazione del DIS.

La notizia è anche ripresa dal blog “Fino a Prova Contraria” de l’Espresso.

Intelligence, la definizione

Per Caligiuri, “l’intelligence è la capacità di selezionare le informazioni necessarie per assumere decisioni, nel proprio interesse o in quello generale”.

Pertanto, per Caligiuri, Presidente della SOCINT e professore all’Università della Calabria, la sicurezza è fondamentale.

Però va equilibrata con la libertà e “l’intelligence può rappresentare un sistema cognitivo indispensabile, da studiare scientificamente nelle scuole e nelle università”.

Affronta poi il rapporto tra intelligence e democrazia, che rappresenta, secondo la lezione di Giorgio Galli, “uno strumento per stabilizzare le democrazie occidentali [e] “può essere interpretata come un mezzo per difendere la democrazia da sé stessa e dalle sue degenerazioni”.

Per Caligiuri, l’intelligence dal 1945 ha attraversato quattro fasi. La prima è quella della guerra fredda a cui segue quella economica fino al 2001. Successivamente c’è quella del sostegno alle decisioni politiche e dal 2015 quella di contrasto al terrorismo e della dimensione cyber.

Nel futuro “gli attori politici internazionali più che gli Stati saranno le multinazionali finanziarie e le megalopoli”. In tale quadro, l’intelligence sarà chiamata a svolgere la funzione di tutelare l’interesse nazionale e la continuità dello Stato. Sul piano tecnologico, invece, l’intelligenza artificiale e lo sviluppo dell’informazione quantistica cambieranno radicalmente la trattazione delle informazioni.

“La disinformazione – ha proseguito – rischia di essere ulteriormente ampliata dai deep fakes, contenuti multimediali che rendono indistinguibile il vero dal falso”. Il crescente disagio sociale e il terrorismo ideologico e religioso, insieme alle mafie, rappresenteranno concrete minacce.

“Sul piano culturale – rileva Caligiuri – una chiave per fronteggiare i fenomeni è l’educazione”, che consente di prestare “attenzione ai segnali deboli che provocano conseguenze impensabili”.

“Pertanto l’inatteso, l’improbabile e l‘imprevisto possono trovare nella parola “«intelligence» una chiave interpretativa fondamentale per il XXI secolo”.

La notizia è stata ripresa anche dalle agenzie di stampa nazionali, tra cui Italpress.

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