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Università di Verona e Trento: la prima laurea giuridica in Intelligence

Intelligence e sicurezza richiedono oggi professionalità giuridiche capaci di muoversi fra diritto, tecnologia e analisi dei dati. Le Università di Verona e Trento rispondono a questa esigenza con il nuovo corso magistrale in Scienze giuridiche e criminologiche per la sicurezza e l’Intelligence sostenuto dalla Società Italiana di Intelligence, che integra saperi accademici e input operativi di istituzioni e imprese. Un laboratorio che coniuga il sapere giuridico con i metodi e gli strumenti dell’Intelligence.

«Il corso nasce da una sinergia tra i due atenei e il Centro Interateneo di Scienze della Sicurezza e della Criminalità – spiega Roberto Flor, professore di diritto penale a Verona e coordinatore scientifico del progetto -. Abbiamo lavorato tre anni, coinvolgendo stakeholder pubblici e privati, per rispondere a esigenze professionali sempre più complesse».

Il nuovo percorso appartiene alla classe di laurea giuridica. Non è un dettaglio: mentre altri corsi italiani afferiscono alle scienze sociali, qui la formazione viene radicata nella legalità. Una scelta che riflette tanto la tradizione italiana quanto la necessità di figure capaci di operare in contesti normativi sofisticati.

Il progetto si regge su tre assi: sicurezza (nazionale, internazionale, pubblica, privata, con attenzione a cybersicurezza e società tecnologica); Intelligence (per lo Stato, le città, le imprese; includendo HUMINT, medical e business Intelligence); metodo multidisciplinare, che unisce diritto, criminologia, sociologia della devianza, scienze cognitive e data analysis.

«Un giurista oggi deve saper raccogliere, analizzare e organizzare i dati – osserva Flor che, dal 2020, è anche presidente della Sezione Veneto SOCINT -. È la logica stessa dell’Intelligence».

Il primo anno propone sei insegnamenti fondamentali, fra cui cybercrime, cybersecurity e intelligenza artificiale. Non a caso la Relazione Intelligence 2025 ha indicato l’IA come fattore strategico per la sicurezza nazionale. Accanto ai corsi obbligatori, l’offerta opzionale spazia dalla robotica alla brand protection per il Made in Italy.

L’obiettivo è formare figure immediatamente operative: analisti giuridico-legali, responsabili di business continuity e sicurezza aziendale, funzionari pubblici e diplomatici. Anche banche e assicurazioni segnalano l’urgenza di giuristi capaci di integrare competenze informatiche e di analisi dei dati.

Alla progettazione del corso, ha puntualizzato Flor, «hanno partecipato ministeri, forze dell’ordine, procure militari, enti locali e grandi imprese. Centrale è stato il contributo della Società Italiana di Intelligence, che accompagnerà il percorso con docenze, incarichi scientifici e attività di raccordo istituzionale. La sua presenza conferisce al progetto una legittimazione che va oltre l’accademia, collegandolo direttamente alla comunità professionale dell’intelligence italiana».

Un comitato di stakeholder continuerà a riunirsi durante il primo anno, per calibrare l’offerta formativa sulle esigenze del mercato e delle istituzioni.

L’Italia resta l’unico Paese del G7 privo di una strategia formale di sicurezza nazionale. La proposta del Copasir di colmare questa lacuna e l’allarme della Relazione Intelligence 2025 fanno da sfondo al progetto di Verona.

Il nuovo corso interateneo non rappresenta, dunque, solo un’ampliamento dell’offerta formativa. È il tentativo di tradurre in cultura una funzione finora confinata a strutture operative riservate, creando un modello sistemico in grado di fare dell’università un attore strutturale nella costruzione della sicurezza nazionale.

INFO e ISCRIZIONI https://www.corsi.univr.it/ent=cs&id=1361&menu=iscriversi&tab=comeiscriversi&lang=it

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