Capire come condizione della democrazia: Mario Caligiuri a ScienzEstate 2026
🇮🇹 Il Presidente della Società Italiana di Intelligence interviene all’Università di Firenze nel ciclo ScienzEstate, in dialogo con Elena Esposito e Patrizia Giunti.
🇬🇧 The President of the Italian Society of Intelligence speaks at the University of Florence within the ScienzEstate series, in dialogue with Elena Esposito and Patrizia Giunti.
Martedì 15 settembre, alle 17, l’Università di Firenze ospita l’incontro Perché capire riguarda anche il futuro della democrazia, nell’ambito di ScienzEstate 2026, il ciclo di appuntamenti con cui l’ateneo fiorentino porta la ricerca fuori dalle aule e la mette a confronto con la società.
Relazione principale di Mario Caligiuri, professore dell’Università della Calabria e presidente della Società Italiana di Intelligence. Intervengono Elena Esposito, sociologa delle Università di Bielefeld e di Bologna, tra le voci più autorevoli nello studio della comunicazione con le macchine intelligenti, e Patrizia Giunti, dell’Università di Firenze. Coordina Filippo Zatti, dell’Università di Firenze.

L’appuntamento coincide con la presentazione pubblica di BABELing, il podcast dei Dipartimenti di Scienze per l’Economia e l’Impresa e di Matematica e Informatica dell’ateneo fiorentino, dedicato a intelligenza artificiale e blockchain e nato dall’unità di ricerca BABEL. Un progetto che condivide con SOCINT una premessa di metodo: la conoscenza non compresa non produce effetti, e la divulgazione rigorosa è parte integrante della ricerca, non un accessorio.
Il tema proposto da Caligiuri riporta al centro una questione che SOCINT affronta da anni. La democrazia non è minacciata dalla disinformazione, ma ancor più dalla progressiva contrazione della capacità collettiva di comprendere. In un ambiente informativo saturo, dove tecnologie generative producono contenuti indistinguibili dal reale e l’attenzione diventa la risorsa più contesa, la comprensione cessa di essere una facoltà individuale e assume rilievo di sicurezza nazionale.
L’Intelligence, intesa come metodo di pensiero prima che come apparato, è lo strumento che consente di distinguere la narrazione dalla realtà: una competenza che non può restare confinata agli addetti ai lavori, ma deve diventare patrimonio dei cittadini.
L’incontro si inserisce nella attività di presenza SOCINT nelle sedi universitarie, orientata a diffondere la cultura dell’Intelligence come infrastruttura cognitiva del Paese.

