ApprofondimentoIn EvidenzaNotizieStudiare Intelligence

ARTICO, Rauti: “Una frontiera geopolitica e geostrategica”. A fine ottobre la seconda conferenza nazionale, con un focus sull’ANTARTIDE

Competizione geopolitica, accesso alle risorse, nuove rotte di navigazione e cooperazione internazionale sono i temi al centro della presentazione degli atti della prima Conferenza nazionale «L’Artico, la Difesa e il Sistema Paese nelle nuove sfide della competizione globale», svoltasi presso la Biblioteca Militare Centrale dell’Esercito su iniziativa del sottosegretario alla Difesa, Isabella Rauti.

La conferenza si era svolta il 29 ottobre 2025 al Centro Alti Studi per la Difesa, a Roma, con i lavori introdotti dal ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e articolati in tre panel dedicati alla geopolitica, alla difesa e sicurezza e al Sistema Paese. In quell’occasione Rauti aveva definito l’Artico «la frontiera delle frontiere» e annunciato l’armonizzazione di una dottrina strategica interforze dedicata alla regione, insieme alla prospettiva di un Polo Nazionale Artico e delle Regioni Polari sul modello di quello già realizzato per la Subacquea.

La seconda edizione, Artico e Antartide: il Sistema Paese nello scenario internazionale e le nuove sfide della competizione globale, si terrà il 29 ottobre a Roma. Sarà più internazionale, con una maggiore presenza di ospiti stranieri, e comprenderà un focus sull’Antartide. La delega conferita a Rauti dal ministro Guido Crosetto riguarda infatti Artico, Subartico e Antartide.

“I due poli, considerati remoti e lontani, sono meno remoti e meno lontani di prima“, ha osservato Rauti, richiamando gli effetti dei cambiamenti climatici e la crescente rilevanza geopolitica e geostrategica delle regioni polari.

Per la Difesa, ha spiegato il sottosegretario, l’interesse riguarda “deterrenza difensiva e addestramento“. L’Italia, Paese osservatore del Consiglio Artico dal 2013, intende inoltre contribuire alla stabilità della regione e alla cooperazione scientifica, nel solco della propria tradizione di esplorazione polare.

L’attenzione riguarda anche le risorse strategiche, comprese le terre rare, che accrescono l’interesse internazionale per l’area. Sul piano europeo, il tema della sicurezza è stato al centro dell’European Arctic Summit di Rovaniemi, a settembre, dove l’Alta rappresentante UE Kaja Kallas ha annunciato la prossima strategia europea per l’Artico. I leader europei hanno riconosciuto la crescente rilevanza della regione per la sicurezza del continente e la necessità di un ruolo più attivo dell’Unione nelle aree settentrionali.

«L’Italia – ha sottolineato Rauti – è allineata nella postura di deterrenza difensiva e nel rispetto del diritto internazionale e contribuisce alla stabilità della regione e alla cooperazione scientifica».

L’impegno italiano, ha aggiunto, è anche di «diplomazia scientifica» e viene portato avanti dalla Difesa insieme al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, al Ministero dell’Università e della Ricerca e agli enti di ricerca. L’Italia, ha precisato Rauti, guarda all’Artico «non in logiche di potenza, ma di scoperta ed esplorazione», valorizzando le competenze delle singole Forze armate. Il versante scientifico di questo impegno trova conferma in un calendario di ottobre particolarmente denso. Dal 5 al 7 la sede centrale del Cnr ospita la prima Conferenza Nazionale Polare, organizzata con Enea, INGV e OGS come primo passo verso il quinto Anno Polare Internazionale  (IPY-5) 2032-2033. Tra i temi figurano governance, cooperazione internazionale e sicurezza; alla plenaria del 7 ottobre sono invitati i tre ministri firmatari della Strategia nazionale per l’Artico. Dal 4 al 10 Erice ospita la seconda Scuola Internazionale di Science Diplomacy, dedicata all’Artico e co-organizzata, tra gli altri, da CASD e Cnr, mentre dall’8 al 10 la comunità polare internazionale si riunisce a Reykjavík per l’Arctic Circle Assembly. Un percorso che troverà sintesi istituzionale nella seconda conferenza della Difesa del 29 ottobre.

Il quadro di riferimento, lo abbiamo detto, è il documento strategico – presentato dal Governo il 16 gennaio scorso – atto che attribuisce alla sicurezza un rilievo maggiore rispetto al passato e richiama, tra le organizzazioni impegnate nell’analisi delle dinamiche artiche, l’Osservatorio di Intelligence sull’Artico della Società Italiana di Intelligence (SOCINT), presieduto dall’ammiraglio Ferdinando Sanfelice di Monteforte e diretto da Emanuela Somalvico. Il testo definisce l’Osservatorio come soggetto “più focalizzato sulle tematiche di sicurezza in chiave artica” e ne riconosce il contributo nell’aver portato nel dibattito nazionale il rischio di infiltrazione della criminalità organizzata internazionale nelle regioni artiche.

Flavia Giacobbe, Emanuela Somalvico e Isabella Rauti al tavolo di confronto promosso da SOCINT – in collaborazione la Rappresentanza in Italia del Parlamento europeo e con Formiche – nel maggio 2025

La questione era già emersa alla prima Conferenza nazionale. Il Comandante delle Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari Carabinieri, generale di corpo d’armata Fabrizio Parrulli, aveva richiamato i rischi legati a nuove rotte, risorse minerarie e flussi turistici, sottolineando come la carenza di governance possa favorire la penetrazione dei gruppi organizzati attraverso traffici illeciti, crimini ambientali, riciclaggio e sfruttamento delle comunità indigene. L’Arma aveva quindi indicato la propria disponibilità a contribuire alla governance artica come “pilastro di legalità e sostenibilità“.

La progressiva apertura dell’Artico modifica dunque anche il quadro delle vulnerabilità. Alla dimensione militare si affiancano rischi legati alla criminalità transnazionale, alla sicurezza delle infrastrutture, alle risorse strategiche e alle nuove direttrici di traffico. È in questo spazio che l’analisi di Intelligence assume una funzione crescente: leggere per tempo le trasformazioni del dominio artico significa anticiparne anche gli effetti sulla sicurezza nazionale ed europea.

About Author