L’INTELLIGENCE AL CENTRO DEL DIBATTITO NAZIONALE: Mario Caligiuri da Parma a Genova in una settimana di incontri istituzionali, accademici e culturali
🇮🇹 Sette appuntamenti in cinque giorni per diffondere la cultura dell’Intelligence nelle sue declinazioni più attuali: dalla sovranità digitale alle infrastrutture critiche, dall’educazione dei giovani alla formazione dei professionisti del giornalismo e dell’ingegneria. Mario Caligiuri – presidente della Società Italiana di Intelligence e direttore del Master in Intelligence all’UNICAL – anima un ciclo di eventi che pone al centro del dibattito istituzionale e accademico la disciplina dell’Intelligence come strumento cognitivo indispensabile per affrontare le sfide del XXI secolo.
🇬🇧 Seven appointments in five days to promote intelligence culture in its most current forms: from digital sovereignty to critical infrastructure, from youth education to the training of journalism and engineering professionals. Mario Caligiuri – president of the Italian Intelligence Society and director of the Master in Intelligence at UNICAL – leads a series of events placing intelligence as a cognitive discipline at the heart of institutional and academic debate, indispensable for addressing the challenges of the 21st century.

Per l’Intelligence la conoscenza non è mai neutra: ogni dato raccolto, ogni informazione elaborata, ogni analisi prodotta serve a orientare una decisione.
È su questa consapevolezza che Mario Caligiuri costruisce, dal 14 al 20 marzo prossimi, un ciclo di sette appuntamenti tra Parma e Genova.
Un percorso che attraversa università, scuole, istituzioni e centri culturali con un unico filo conduttore: la cultura dell’intelligence come strumento di comprensione del mondo, come“bussola cognitiva” per chiunque operi in contesti decisionali complessi.
Il ciclo prende avvio sabato 14 marzo alle 10.30 a Parma – al CUBO di via La Spezia 90 – con un convegno promosso dal think tank Trinità dei Monti. Il tema indaga il passaggio storico dalla geopolitica dell’energia fossile a quella della sovranità informativa e dei dati. Un panel di relatori di eccellenza – moderato da Federico Casanova, giornalista Mediaset, e composto dallo stesso Caligiuri, Alfio Rapisarda, Senior VP Security ENI; Valentino Straser, University of Makeni); Francesca Bocchi, medico e giornalista; Antonio Rozzi, esperto di HUMINT – offrirà prospettive complementari e convergenti.
Lunedì 16 marzo, alle 10.30, sempre a Parma, Caligiuri incontrerà gli studenti del Liceo Scientifico Guglielmo Marconi. L’appuntamento, nel quale dialogherà con Valentino Straser, sarà l’occasione per presentare il volume “Intelligence” (Treccani, 2024): un testo che si propone come strumento di alfabetizzazione alle logiche dell’Intelligence per un pubblico trasversale e curioso.La scelta di rivolgere la cultura dell’Intelligence alle nuove generazioni riflette una visione di lungo periodo: formare cittadini consapevoli, capaci di orientarsi nell’ecosistema informativo contemporaneo, è un’esigenza non meno urgente di quella di dotare lo Stato di strutture di sicurezza efficienti.

Il giorno successivo, martedì 17 marzo alle 14, la riflessione si sposterà nell’ambito accademico del Master di Giornalismo dell’Università di Parma. L’incontro, introdotto da Giorgio Triani, esplorerà la convergenza tra Intelligence e pratica giornalistica: due discipline accomunate dalla ricerca, dalla valutazione e dalla comunicazione dell’informazione, ma con finalità e metodologie spesso divergenti. La formazione dei futuri giornalisti ai principi del pensiero intelligence – ovvero la capacità di raccogliere, selezionare, valutare e contestualizzare le informazioni – risponde a una necessità strutturale del sistema mediatico italiano in un’epoca in cui disinformazione e manipolazione cognitiva rappresentano minacce sistemiche per la coesione sociale e la qualità del dibattito democratico.
La giornata del 17 marzo si chiuderà alle ore 17. 30 al Labirinto della Masone di Fontanellato (PR) dove Caligiuri terrà la conferenza “Arte e Intelligence”. In dialogo con Valentino Straser, e in collaborazione con l’Associazione Culturale “La Pergamena”, l’evento approfondirà le connessioni tra pensiero creativo e metodo analitico. Il Labirinto della Masone – opera visionaria di Franco Maria Ricci, il più grande labirinto del mondo – costituisce una cornice potente per un incontro che invita a riflettere sul rapporto tra complessità, orientamento e conoscenza. Il labirinto, metafora millenaria dell’intreccio informativo, diviene qui spazio fisico e concettuale per interrogarsi su come l’arte, nella sua capacità di cogliere l’invisibile, si avvicini alla logica profonda dell’Intelligence.


Il baricentro degli eventi si sposterà poi a Genova, dove il presidente della Sezione Liguria della Società Italiana di Intelligence – Flavio Tonelli – con il supporto di Camera di Commercio eUniversità degli Studi di Genova, ha costruito un programma di due giornate di grande densità istituzionale e accademica, incentrato sul nesso tra Intelligence, infrastrutture critiche e sovranità digitale.

Il primo appuntamento nella città della Lanterna avrà luogo giovedì 19 marzo, a partire dalle 17. 30, nel Salone del Consiglio della Camera di Commercio, in via Garibaldi 4. L’evento si aprirà con i saluti istituzionali di Luigi Attanasio, presidente Camera di Commercio di Genova; Andrea Pirni, presidente Centro Rischio Sicurezza e Vulnerabilità dell’Università di Genova; Flavio Tonelli, professore ordinario, Università di Genova e presidente sezione SOCINT Liguria. Alle 18.20 Mario Caligiuri presenterà il volume Intelligence, edito da Treccani.
La cornice della Camera di Commercio non è casuale: essa rappresenta il luogo in cui le istanze del mondo economico-produttivo si incontrano con quelle della governance pubblica. Discutere di sovranità digitale in questo contesto significa riconoscere che la sicurezza delle informazioni – di dati commerciali, logistici, infrastrutturali – è ormai una componente ineludibile della competitività territoriale.
La mattina di venerdì 20 marzo, a partire dalle ore 9.30, il Polo di Ingegneria dell’Università (via all’Opera Pia 15A) ospiterà una sessione dedicata al mondo dell’ingegneria e dei sistemi complessi. L’appuntamento offrirà agli studenti di Ingegneria Gestionale una prospettiva innovativa: l’Intelligence come metodo decisionale per la gestione di infrastrutture critiche.Intervengono Silvano Cincotti, coordinatore Corso di Ingegneria Gestionale, Mario Caligiuri e Flavio Tonelli– Di particolare interesse la sessione affidata a quest’ultimo, dal titolo “Dal porto fisico al porto dati: l’intelligence come infrastruttura invisibile”. Il porto di Genova – snodo strategico del Mediterraneo e crocevia di flussi commerciali, energetici e informativi – diviene il case study ideale per illustrare come le infrastrutture critiche del XXI secolo non siano più soltanto fisiche, ma digitali e cognitive.

La settimana si concluderà con l’appuntamento di maggiore risonanza istituzionale: venerdì 20 marzo, a partire dalle 15, il Salone del Consiglio della Camera di Commercio di Genova ospiterà il convegno “Liguria 2035: Infrastrutture Digitali, Sicurezza e Intelligence Territoriale”. Un evento che, per la qualità dei partecipanti e l’ambizione dello sguardo prospettico, si colloca a pieno titolo nell’agenda della governance regionale. Apre Luigi Attanasio, presidente Camera di Commercio di Genova. Intervengono Flavio Tonelli, Università di Genova, sezione SOCINT Liguria; Mario Caligiuri, Università della Calabria, presidente nazionale SOCINT; Gabriele Ferreri, presidente nazionale Giovani Innovatori. Seguirà tavolo istituzionale con Marco Bucci, presidente Regione Liguria; Silvia Salis, sindaca di Genova; Paola Girdinio, presidente START4.0; Natale Ditel, Autorità Sistema Portuale; Fabrizio Ferrari, Confindustria Genova; Alessandro Cavo, Confcommercio Genova, Andrea Pirni, presidente Centro Rischio Sicurezza e Vulnerabilità dell’Università di Genova.
La presenza del presidente della Regione Liguria Marco Bucci e della sindaca Silvia Salis conferisce all’evento un’eccezionale valenza politico-istituzionale. La riflessione su “Liguria 2035” abbraccia un arco temporale decennale: guardare al futuro del territorio ligure attraverso la lente dell’Intelligence significa comprendere come infrastrutture portuali, reti digitali, sistema economico-produttivo e sicurezza pubblica formino un ecosistema integrato, governabile soltanto attraverso una visione sistemica e anticipativa.

L’intervento di Caligiuri – “Intelligence come infrastruttura cognitiva dello Stato” – pone sul tavolo una tesi di fondo: l’Intelligence non è uno strumento della sovranità, ma una sua componente costitutiva. Uno Stato che non investe nella propria capacità di leggere il presente e anticipare il futuro è uno Stato strutturalmente vulnerabile. Il messaggio, destinato alle classi dirigenti, locali e nazionali, non potrebbe essere più tempestivo.
I sette appuntamenti promossi da Caligiuri delineano una strategia culturale precisa: diffondere la cultura dell’Intelligence come metodo di comprensione della complessità contemporanea.
In un’epoca segnata da sovraccarico informativo, competizione cognitiva e disinformazione strutturata, la capacità di valutare criticamente le informazioni non riguarda più soltanto gli apparati dello Stato.
Riguarda la qualità stessa della vita democratica.

