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Agenti autonomi e fragilità sistemica. L’Intelligence di fronte all’IA. Mario Caligiuri a Pompei

Sabato 19 settembre, ore 17. Mario Caligiuri, presidente della Società Italiana di Intelligence e docente all’Università della Calabria, interviene a Pompei allo Human Driven AI Summit con un intervento su Intelligence e intelligenza artificiale. Il summit, in programma il 18 e 19 settembre, è dedicato all’interazione tra uomo e tecnologia. L’evento affronta il cambiamento introdotto dall’intelligenza artificiale, esplorando il ruolo dell’intelligenza umana nel comprendere, guidare e disciplinare l’adozione di queste tecnologie in modo etico, strategico e sostenibile.

Il dibattito pubblico sull’IA si concentra sugli scenari estremi: superintelligenze fuori controllo, rischio di estinzione. Ipotesi che catturano l’attenzione. E che possono distoglierla dalle minacce già presenti.

Il pericolo più concreto non richiede un’intelligenza superiore. Bastano agenti autonomi rilasciati senza controllo, capaci di sfruttare errori e vulnerabilità di infrastrutture informatiche esistenti. Decisiva la capacità di propagazione, più che la sofisticazione.

Il nodo è la fragilità sistemica. Reti digitali, reti elettriche e servizi essenziali sono interdipendenti. Un malfunzionamento su larga scala può propagarsi a cascata, fino a un evento imprevedibile e ad alto impatto. Un cigno nero.

A questo si aggiungono le capacità cyber offensive sviluppate dagli Stati. Strumenti tecnicamente semplici, accumulati negli arsenali, impiegabili in strategie di attacco multidimensionali. Con un rischio di escalation difficile da governare.

Per l’Intelligence la sfida è duplice. Da un lato, ordinare le minacce per probabilità e impatto, non per risonanza mediatica. Dall’altro, riconoscere le narrazioni che orientano l’attenzione pubblica e ciò che lasciano in ombra.

Distinguere il rilevante dal rumoroso: compito dell’analisi e ragione della missione della SOCINT.

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