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ARTICO come spazio geopolitico in trasformazione: Emanuela Somalvico (SOCINT) al IV Annual International Meeting

Il 21 maggio, presso Palazzo Rospigliosi a Roma, Emanuela Somalvico – direttrice dell’Osservatorio di Intelligence sull’Artico della Società Italiana di Intelligence – prenderà parte al IV Annual International Meeting (AIM 2026), promosso da Confprofessioni e APRI International e dedicato al ruolo strategico dei liberi professionisti nei processi di internazionalizzazione del Sistema Paese.

L’edizione 2026 riunirà rappresentanti istituzionali, diplomatici, imprenditori e analisti provenienti dal mondo accademico, economico e della sicurezza, con panel dedicati ai nuovi equilibri geopolitici, ai mercati emergenti, all’innovazione strategica e alle prospettive europee nei processi di internazionalizzazione. Un confronto che riflette sempre più da vicino le trasformazioni degli equilibri economici, energetici e strategici.

Nel quadro del focus internazionale sui mercati emergenti e sulle prospettive europee, Somalvico interverrà sul tema Artico: uno spazio geopolitico in trasformazione, offrendo una lettura Intelligence di uno dei quadranti più dinamici dell’attuale sistema internazionale.

Per lungo tempo rimasto ai margini dell’agenda geopolitica, il Grande Nord ha conosciuto negli ultimi anni una radicale rivalutazione strategica. Il progressivo scioglimento dei ghiacci, l’apertura di nuove rotte marittime – Northwest Passage, Northern Sea Route e Transpolar Sea Route – la crescente accessibilità a risorse energetiche e minerarie e l’intensificarsi della competizione militare e tecnologica hanno trasformato l’Artico in un teatro di primaria rilevanza.

L’approccio sviluppato dall’Osservatorio SOCINT ha contribuito a introdurre nel dibattito nazionale una concezione di sicurezza allargata applicata al contesto artico. Una prospettiva che include, accanto alla dimensione militare e di deterrenza, il rischio di infiltrazione della criminalità organizzata transnazionale, l’Intelligence economica legata alla competizione per significative risorse energetiche e minerarie ancora non sfruttate, fino all’Intelligence ambientale, che interpreta il cambiamento climatico come moltiplicatore di instabilità e generatore di nuove vulnerabilità.

Un significativo riconoscimento è giunto lo scorso gennaio, quando l’Osservatorio diretto da Somalvico è stato citato nel il documento strategico La Politica Artica Italiana, frutto della collaborazione tra Ministero degli Esteri (MAECI), Difesa e Università e Ricerca (MUR) .

L’Artico, dunque, non rappresenta più una frontiera remota separata dagli equilibri globali. Al contrario, è uno dei luoghi che anticipa molte delle linee di frattura destinate a ridefinire gli equilibri internazionali dei prossimi decenni. Un territorio nel quale si stanno già delineando alcune delle principali geometrie del potere internazionale del XXI secolo.

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