Geospatial Intelligence una nuova commissione SOCINT

Geospatial Intelligence una nuova commissione SOCINT

La SOCINT ha deciso di approfondire una delle tematiche più dinamiche degli ultimi 20 anni, con l’istituzione di una commissione di studio sulla Geospatial Intelligence (GEOINT).

La GEOINT rappresenta una tra le più avanzate forme di sfruttamento dei dati e delle notizie a scopo militare o di sicurezza. La sua teorizzazione e messa in pratica l’ha trasformata in uno dei pilastri della supremazia informativa statunitense. Tanto che essa è trattata da un’agenzia specifica: la National Geospatial-Intelligence Agency (NGA), che è una delle cinque più importanti agenzie d’intelligence americana.

Perché una nuova branca dell’Intelligence?

Si sentiva davvero la necessità di avere una nuova branca dell’intelligence? Perché focalizzare l’attenzione sui dati geo-spaziali, cioè coordinate ed altre informazioni geografiche? Scoprire dove era localizzata una minaccia non è sempre stato uno dei compiti primari dell’intelligence in ogni epoca? Non proprio, cerchiamo di rispondere con ordine a queste domande.

Il concetto di GEOINT nasce nei primi anni 2000 in risposta ad un cambiamento epocale che ha fortemente interessato il mondo delle informazioni: la disponibilità dei dati. Nei cinquant’anni precedenti la situazione era stata molto diversa. Si pensi agli sforzi fatti durante la guerra fredda per raccogliere i dati sull’avversario. Sebbene la minaccia fosse in larga parte nota, vennero creati programmi segreti dai costi esorbitanti. Dagli aeri spia U2 ed SR 71, ai primi satelliti per osservazione della terra, tutto per riuscire a raccogliere informazioni utili sulle attività dell’avversario. Per anni le intelligence di tutto il mondo hanno lavorato in continua scarsezza di dati e di strumenti per raccoglierli.

Una nuova branca per una nuova condizione

Dagli anni 2000 questa condizione cambia. Si innesca una vera rivoluzione copernicana nel mondo intelligence, dove la minaccia non è più chiara e definita. I costosi programmi di raccolta, sviluppati fino a quel momento, cominciano a produrre molti dati, troppi dati. Gli strumenti di raccolta diventano meno costosi e si moltiplicano. Così il problema degli analisti intelligence non è più raccogliere le informazioni, ma correlare i dati, potremmo dire “unire i puntini”. Questa situazione viene drammaticamente compresa dall’intelligence statunitense l’11 settembre del 2001. Gli attacchi terroristici, infatti, colgono di sorpresa gli analisti, anche se i dati per capire cosa stesse per succedere erano stati raccolti. Nei mesi precedenti all’attentato pare che, l’FBI, avesse segnalato che c’erano degli arabi in Florida che prendevano lezioni di volo. Essi però non sembravano molto interessati né al decollo né all’atterraggio (https://govinfo.library.unt.edu/911/report/911Report.pdf).

Tutto accade da qualche parte

Fare GEOINT significa gestire una quantità sterminata di dati, perché “tutto accade da qualche parte“, se si parla di attività umane. Questo significa che, quando si ha a che fare con grandi quantità di dati diversificati, la correlazione spaziale (e quindi temporale) è la più immediata. I dati che tratta normalmente l’intelligence sono variegati, perché provengono da differenti discipline di raccolta (spiegheremo altrove cosa sono le discipline ed i prodotti intelligence), ma devono essere immagazzinati e correlati in maniera unitaria. Al fine di tentare di prevedere cosa succederà nel futuro. La GEOINT in sostanza ha a che fare con la gestione dei Big Data.

Definizione di Geospatial Intelligence (GEOINT)

Già, ma che cos’è la GEOINT praticamente? Vediamo alcune definizioni date dai più importanti servizi di informazioni per comprendere meglio il concetto.

Darryl Murdock Vicepresidente per lo sviluppo professionale della United States Geospatial Intelligence Foundation (USGIF) la definisce come “la pratica professionale che integra ed interpreta tutte le forme di dati geo-spaziali al fine di creare dati storici e prodotti Intelligence anticipatori, utili per la pianificazione o che rispondono a domande poste dai decisori”[1].

L’ufficio del direttore della National Intelligence (ODNI) è l’organo di coordinamento di tutta l’intelligence statunitense. Esso definisce la GEOINT come: “l’analisi e la rappresentazione visiva delle attività legate alla sicurezza svolte sulla terra. Essa si produce tramite l’integrazione di immagini, imagery intelligence (IMINT) e informazioni geo-spaziali” (https://www.dni.gov/index.php/what-we-do/what-is-intelligence).

Nel Regno Unito la GEOINT è considerata un prodotto. Essa è così definita: ”intelligence con riferimenti temporali e spaziali, derivata dallo sfruttamento di IMINT e di informazioni geo-spaziali al fine di identificare modelli o di aggregare ed estrarre ulteriori informazioni”. (https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/311572/20110830_jdp2_00_ed3_with_change1.pdf).

In Australia si considera la GEOINT un prodotto. Essa viene così definita: “intelligence derivata dalla sfruttamento e dall’analisi di immagini ed informazioni geo-spaziali, riguardanti caratteristiche ed eventi che hanno riferimenti spaziotemporali” (https://www.defence.gov.au/ago/geoint.htm).

Infine, nel nostro paese, si da una definizione di GEOINT più ampia. Essa viene considerata una disciplina “consistente nella ricerca ed elaborazione di notizie di interesse per la sicurezza nazionale provenienti da dati ed immagini georeferenziati” (https://www.sicurezzanazionale.gov.it/sisr.nsf/wp-content/uploads/2013/12/Glossario-intelligence-2013.pdf).

Proposta definizione di Geospatial Intelligence (GEOINT)

In tutte queste definizioni esistono due costanti: i dati e l’analisi. Vi è anche una certa presenza dalla imagery Itelligence (IMINT), una sovrapposizione comune di cui discuteremo in un articolo dedicato.

Mettendo insieme queste costanti si ritiene che il valore aggiunto della GEOINT sia quello di fornire un metodo per gestire e sfruttare i Big Data. Lo strumento per fare ciò è la geo-referenziazione. Per via della immensa varietà dei dati raccolti, spesso, le correlazioni spaziotemporali sono le uniche possibili.

Tramite l’utilizzo dei software GIS (geographic information system), la GEOINT consente di effettuare ricerche all’interno di sterminate banche dati (anche dette geo-database), estrapolando nuove informazioni dai dati immagazzinati ed eventualmente contribuire ad orientare la ricerca per raccoglierne di nuovi. La GEOINT in sé non raccoglie nuovi dati, ma sfrutta quelli esistenti producendo nuovo sapere. Si potrebbe dire che i GIS possono mappare i dati, che nel caso dell’intelligence descrivono delle attività umane. Questa mappatura consente la fruibilità dei dati e ne aumenta il loro valore, coerentemente con la teoria delle “V” dei Big Data.

Per questi motivi la commissione considera la GEOINT un prodotto intelligence e ne propone una nuova definizione:

metodo di analisi e gestione dei Big Data, che evidenzia correlazioni spaziotemporali tramite la geo-referenziazione. Al fine di identificare schemi e tendenze delle attività umane, permettendo così la creazione di prodotti intelligence anticipatori.


[1] Clark R. e Lowenthal M., The Five Disciplines of Intelligence Collection, Calif. Sage/CQ Press, Thousand Oaks, 2015, pag. 114.

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