INTELLIGENCE, MICHELE COLAJANNI AL MASTER DELL’UNIVERSITÀ DELLA CALABRIA: “L’INTELLIGENCE NELLA TEMPESTA PERFETTA”.
Contributo a cura degli studenti, per gentile condivisione del direttore Mario Caligiuri.
Rende (18.3.2026) – “Profili di Cyber Intelligence: Criticità e Prospettive” è il titolo della lezione tenuta da Michele Colajanni, professore di ingegneria informatica dell’Università “Alma Mater” di Bologna, al Master in Intelligence dell’Università della Calabria, diretto da Mario Caligiuri.
Colajanni ha aperto la lezione sottolineando che una delle principali funzioni dell’intelligence contemporanea consiste nell’analisi della complessità di un contesto globale in continua evoluzione.
Ha evidenziato come l’ambiente digitale si basi su molteplici infrastrutture fisiche e ha ribadito che tematiche storicamente consolidate stanno assumendo nuovamente un ruolo centrale nelle attività dell’Intelligence.
Colajanni ha continuato il suo intervento evidenziando che ci troviamo di fronte a una significativa trasformazione digitale, destinata a generare nuove opportunità e sfide, configurando una cesura nella storia contemporanea irreversibile.

È essenziale sviluppare competenze per affrontare con efficacia questa rivoluzione, evitando di esserne sopraffatti. Occorre mantenere un approccio critico nei confronti dell’innovazione digitale, considerando che essa si basa ancora su numerose risorse fisiche tradizionali collegate al cosiddetto mondo cinetico.
Il docente ha evidenziato il fatto che nel contesto dell’analisi d’intelligence, è opportuno considerare l’origine del mondo digitale e identificare i fattori che hanno determinato l’avvio di questa rivoluzione tecnologica. A dire il vero, la rivoluzione digitale ha avuto inizio già nel secolo scorso grazie alla creazione del sistema binario, basato sugli 0 e 1, che ha dato origine a tutta l’informazione digitale attuale.
Ha quindi approfondito questo concetto, arrivando fino al presente, dove sta prendendo forma una nuova rivoluzione digitale: quella generata dall’intelligenza artificiale di tipo generativo. Questa rappresenta la quarta fase nell’evoluzione dell’IA, preceduta dalle fasi di machine learning e deep learning.
In questa fase storica, i cosiddetti imperi digitali stanno definendo le regole che influenzano anche gli Stati. Il modello emergente è quello delle società smart, in cui il mondo digitale non solo cattura l’attenzione degli individui, ma permea ogni aspetto del contesto fisico.
L’evoluzione del mondo digitale tramite l’intelligenza artificiale potrebbe consentire il trasferimento della consapevolezza cognitiva ai sistemi fisici, accompagnata da un certo grado di autonomia decisionale. Tuttavia, rimane incerto quali saranno gli effetti di questa rivoluzione e quale scenario digitale si prospetterà in futuro.
Colajanni ha messo in luce un aspetto molto rilevante: in passato, gli Stati finanziavano lo sviluppo tecnologico per rafforzare la loro posizione sia a livello nazionale che internazionale. Oggi, invece, per la prima volta nella storia, gli Stati hanno sostenuto così tanto l’evoluzione della tecnologia che questa è diventata autonoma, rappresentando un potere digitale alternativo agli stessi Stati. Il potere digitale ora esprime sue opinioni e influenza le decisioni delle persone.
In passato, Stati e società si affidavano a risorse materiali per lo sviluppo. Oggi, gli elementi immateriali sono sempre più centrali. Nei settori digitali, pur soggetti alle leggi statali, ogni piattaforma applica regole proprie al suo interno. Di conseguenza, dopo secoli di monopolio statale, questa egemonia viene progressivamente meno con l’affermarsi del settore digitale, che è ormai capace di offrire vere alternative alle funzioni tradizionalmente svolte dallo Stato, come ad esempio la creazione di moneta tramite criptovalute e la fornitura di servizi legati alla sicurezza.
I data center rappresentano il simbolo del mondo digitale: sono spazi fisici che richiedono un territorio, forniture di acqua ed energia e sono composti da dispositivi elettronici e connessioni digitali. Dal 1960 al 2025, l’evoluzione ci ha portato prima a sviluppare la connettività, poi il web, fino ad arrivare a una società basata sui servizi digitali piuttosto che sulla proprietà. La cultura digitale permea ormai ogni aspetto della nostra quotidianità.
L’Europa non ha colto tempestivamente la rivoluzione digitale, mentre la Cina lo aveva già compreso nel 1990. Solo ora l’Europa sta iniziando a occuparsi della sovranità digitale: è necessario diventare un soggetto capace di offrire tecnologie e servizi digitali. Un rischio concreto per il futuro europeo è rappresentato dagli investimenti globali sul cavo di META; pur essendo una società privata delle big tech, può influenzare dinamiche geopolitiche attraverso le proprie decisioni sugli investimenti nel settore digitale.
Come si fa intelligence in un mondo in costante cambiamento?
Il suggerimento del
Docente è quello di implementare un’intelligence multimodale che consideri i fattori geopolitici, le risorse disponibili quali terre rare e lo sviluppo tecnologico. Inoltre, occorre individuare e valorizzare le migliori competenze offerte dal Paese, coinvolgendo attivamente le università, al fine di promuovere uno sviluppo strategico nazionale.
L’intelligence consente l’interpretazione dei segnali deboli e la definizione delle appropriate contromisure una volta che tali segnali sono stati correttamente decifrati. Tuttavia, questa capacità analitica rappresenta solo una parte del processo.
È fondamentale che la comprensione approfondita dei fenomeni sia accompagnata da azioni concrete volte a risolvere le problematiche individuate.
In conclusione, Colajanni ha affermato che promuovere una cultura dell’analisi significa utilizzare le indagini per anticipare i possibili scenari futuri e pianificare azioni strategiche in base alle risorse disponibili. È fondamentale prendere decisioni considerando priorità e obiettivi, dimostrando determinazione nel compiere scelte consapevoli.

