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La FILOSOFIA come premessa strategica

Sabato 9 maggio, alle 15 presso l’Auditorium San Micheletto di Lucca, la sezione lucchese della Società Filosofica Italiana (Sfi) e la Società Italiana d’Intelligence (SOCINT) promuovono un confronto che raramente trova spazio nel dibattito pubblico: quello tra epistemologia e guerra cognitiva.

La giornata di studi prende avvio dalla lungimiranza di Andrea Bardazzi – coordinatore nazionale della sezione giovani SOCINT e membro del direttivo della sezione lucchese Sfi – e da una domanda fondativa: con quale apparato cognitivo l’individuo elabora l’ambiente informativo in cui è immerso?

Andrea Bardazzi apre con i lineamenti di una filosofia della guerra cognitiva, proponendo il quadro teorico necessario per leggere la minaccia prima ancora di contrastarla.

Guido Baggio interpreta la post-verità come esito strutturale della post-modernità, offrendo una chiave di lettura dell’ecosistema informativo contemporaneo.

Michela Bella affronta il rapporto tra polarizzazione e irenismo, interrogandosi sulla possibilità di ricomporre razionalmente le fratture interpretative.

Simone Bernardi Della Rosa analizza invece la crisi dell’expertise nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale, delineando modelli comunicativi alternativi in un ambiente cognitivo sempre più disintermediato.

Marco Piazza chiude il percorso affrontando una questione centrale per ogni strategia cognitiva: la resistenza delle credenze al cambiamento. Un tema che incide direttamente sull’efficacia di qualunque intervento normativo, educativo o operativo orientato alla stabilizzazione dello spazio informativo.

La filosofia, in questo quadro, non si limita ad accompagnare le strategie istituzionali – non ultime quelle delineate nel non-paper sul contrasto alla guerra ibrida del Ministero della Difesa (novembre 2025) – ma ne chiarisce le premesse cognitive, linguistiche e interpretative, restituendo profondità teorica a un campo spesso dominato dall’urgenza operativa.

Lucca approfondisce un percorso di riflessione già avviato in altri contesti accademici e istituzionali, contribuendo a consolidare un ambito di studio nel quale filosofia, Intelligence e sicurezza cognitiva appaiono ormai dimensioni sempre meno separabili.

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