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L’ARTICO nelle dinamiche globali: EQUILIBRI e SFIDE per la SICUREZZA

Per lungo tempo considerato una periferia geografica e politica, l’Artico è oggi uno dei quadranti più dinamici del sistema internazionale. Il progressivo scioglimento dei ghiacci, l’apertura di corridoi marittimi alternativi, la disponibilità di risorse energetiche e minerarie, nonché la crescente competizione militare e tecnologica, hanno trasformato la regione in uno spazio strategico di primaria rilevanza.

Su questi temi si è concentrata la lezione tenuta da Emanuela Somalvico al CASD, Centro Alti Studi per la Difesa, nel quadro della 77ª Sessione di Studio IASD. L’intervento, inserito nel modulo dedicato a Sicurezza e strategia globale, diretto dal Gen. B Giuseppe De Magistris, ha offerto una ricognizione delle principali linee di trasformazione del Grande Nord.

Emanuela Somalvico

Un primo elemento sottolineato da Somalvico, direttrice dell’Osservatorio di Intelligence sull’Artico SOCINT – riguarda la progressiva crisi della governance multilaterale. Il Consiglio Artico, istituito nel 1996 come sede di cooperazione tra gli Stati artici e i partner osservatori, risente profondamente del deterioramento dei rapporti tra Russia e Paesi occidentali successivo alla guerra in Ucraina. La riduzione del dialogo politico incide sulla capacità dell’organismo di svolgere una funzione di stabilizzazione regionale.

Parallelamente, il mutamento climatico sta incidendo sulla geografia dei traffici globali. Il Northwest Passage, la Northern Sea Route e la Transpolar Sea Route potrebbero assumere crescente rilievo nei collegamenti tra Asia, Europa e Nord America, riducendo tempi di percorrenza e ridefinendo catene logistiche consolidate.

In questo scenario si muovono attori con interessi differenti.

La Russia considera l’Artico essenziale per proiezione militare, deterrenza nucleare e sfruttamento energetico. La Cina punta invece a consolidare una presenza stabile attraverso investimenti, ricerca scientifica e infrastrutture logistiche riconducibili alla Polar Silk Road. Interesse crescente si registra anche da parte di India, Giappone e Corea del Sud.

Accanto alla competizione tradizionale emergono minacce ibride sempre più rilevanti: vulnerabilità delle infrastrutture sottomarine, sorveglianza celata da iniziative civili, interferenze ai sistemi satellitari, pressione informativa e impiego dual use di piattaforme commerciali. In tale prospettiva assumono rilievo le Svalbard e la Groenlandia, snodi sensibili sotto il profilo strategico.

CASD, Palazzo Salviati Roma

Anche l’Italia dispone di un profilo consolidato nella regione. Roma partecipa come osservatore al Consiglio Artico e mantiene una presenza scientifica stabile attraverso la stazione Dirigibile Italia del CNR a Ny-Ålesund. Un patrimonio di competenze che può tradursi in leva strategica nel più ampio quadro europeo.

L’Artico, ha concluso Somalvico, non rappresenta più una frontiera remota separata dagli equilibri globali. Al contrario, anticipa dinamiche destinate a incidere sul XXI secolo: accesso alle risorse, sicurezza delle infrastrutture, controllo delle rotte, competizione tecnologica e confronto tra potenze. Comprenderne l’evoluzione significa leggere preventivamente una parte decisiva del nuovo ordine internazionale.

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