ALDO MORO e la diplomazia parallela: anatomia di un’intesa tra ragion di Stato e memoria nazionale
🇬🇧 Between parallel diplomacy, national security and institutional memory, Alessandro Ludovico Veltri’s thesis reinterprets Aldo Moro’s Mediterranean policy and the so-called “Lodo Moro” as an expression of a systemic state identity. Published by SOCINT Press and awarded an honourable mention at the “Carlo Mosca” Thesis Prize, the study employs Intelligence analysis methodologies to reconstruct Italy’s strategic logic in the 1970s.
🇮🇹 Tra diplomazia parallela, sicurezza nazionale e memoria istituzionale, la tesi di Alessandro Ludovico Veltri rilegge la politica mediterranea di Aldo Moro e il cosiddetto “Lodo Moro” come espressione di una identità di sistema. Pubblicato su SOCINT Press e insignito della menzione d’onore al Premio di Tesi “Carlo Mosca”, il lavoro applica strumenti analitici dell’Intelligence per ricostruire le logiche strategiche dell’Italia negli anni Settanta.
Negli anni più instabili della Guerra fredda, l’Italia non fu soltanto terreno di transito del terrorismo internazionale, ma attore consapevole di una strategia silenziosa, fondata su diplomazia parallela, Intelligence e tutela degli interessi nazionali. È in questo spazio opaco, spesso rimosso dalla narrazione pubblica, che si colloca la tesi di Alessandro Ludovico Veltri, un approfondimento che rilegge il cosiddetto “Lodo Moro” come espressione coerente di una identità di sistema.

Il lavoro si inserisce con rigore nel dibattito sulla politica mediterranea italiana degli anni Settanta, affrontando uno dei capitoli più controversi della storia repubblicana attraverso una prospettiva innovativa. Veltri non si limita a ricostruire una sequenza di eventi, ma propone una lettura trasversale dell’intesa, articolandola in cinque macroaree – geopolitica internazionale, supporto politico alla causa palestinese, approvvigionamenti energetici, sicurezza interna e cooperazione – restituendole una razionalità strategica finora sottovalutata.
L’impianto metodologico rappresenta uno dei punti di maggiore originalità della ricerca. L’autore combina fonti primarie – atti parlamentari, documentazione SISMI declassificata, carteggi diStefano Giovannone – con strumenti propri dell’indagine di Intelligence, dalla generazione di ipotesi alternative all’analisi delle ipotesi competitive. Questa scelta consente di valicare letture riduzioniste e di interpretare l’intesa come esito di una convergenza istituzionale che coinvolge apparati diplomatici, Servizi di sicurezza, Magistratura e attori economici.
La struttura della tesi riflette tale impostazione. La prima parte ricostruisce il quadro strategico generale della politica mediterranea morotea, delineandone i presupposti ideologici e operativi. Attraverso l’inquadramento dei discorsi istituzionali e dei documenti prodotti in ambito NATO, CEE e ONU, emerge una visione della sicurezza fondata sulla “pace nella sicurezza”: un equilibrio laborioso tra fedeltà all’alleanza occidentale, dialogo con il mondo arabo e difesa degli interessi nazionali.
Particolarmente interessante è l’attenzione riservata alla crisi energetica del 1973. La missione diplomatica di Aldo Moro nel mondo arabo tra gennaio e febbraio 1974 è interpretata come risposta a una vulnerabilità del sistema-Paese, mostrando la capacità italiana di ritagliarsi margini di autonomia all’interno dei vincoli del bipolarismo.
Un ulteriore snodo riguarda l’evoluzione della posizione italiana sulla questione palestinese. L’analisi del linguaggio politico moroteo consente di cogliere il passaggio da una solidarietà umanitaria al riconoscimento politico del popolo palestinese e del suo diritto all’autodeterminazione. Tale parabola crea le condizioni di possibilità dell’intesa successiva, inserendola in una cornice di coerenza diplomatica.
La seconda parte affronta il “Lodo Moro” come fenomeno sistemico, a partire dal fallito attentato di Ostia del settembre 1973. La sequenza negoziale che ne segue – dalle pressioni esercitate dal Settembre Nero alla mediazione al Cairo – è ricostruita come processo decisionale multilivello che consente di leggere l’intesa non come semplice patto di non belligeranza, ma come dispositivo strategico complesso.
Le pratiche di benevolenza giudiziaria, la libertà di transito e le triangolazioni operative emergono come strumenti funzionali a una strategia di contenimento del rischio terroristico sul territorio nazionale. Di particolare rilievo è la costruzione di una cronologia degli eventi terroristici tra il 1968 e il 1985, supportata da tabelle e grafici basati su criteri metodologici espliciti e verificabili. Un apparato empirico che consente di individuare continuità, discontinuità e correlazioni temporali, offrendo un contributo solido alla comprensione delle dinamiche del terrorismo interno e mediorientale.
Uno dei passaggi più densi dell’elaborato riguardail sequestro e l’uccisione di Aldo Moro. L’analisi delle interazioni tra Servizi italiani e movimenti palestinesi durante i cinquantacinque giorni di prigionia, corroborata da fonti parlamentari e documentazione SISMI, suggerisce la persistenza di canali attivi e di impegni operativi ancora nel 1978. Le lettere di Moro rafforzano ulteriormente l’interpretazione dell’intesa come patrimonio condiviso a livello istituzionale.
Il capitolo conclusivo, dedicato all’applicazione delle tecniche di analisi dell’Intelligence, esplora la complessità delle attitudini reciproche tra Stato italiano e terrorismo mediorientale, restituendo un quadro ampio che sfugge a letture semplificatorie. Il “Lodo Moro” emerge così come espressione di una razionalità mirata, figlia di un contesto storico segnato da vincoli stringenti e da minacce asimmetriche.
A conferma della solidità scientifica e dell’originalità metodologica, la tesi è stata pubblicata sul portale editoriale SOCINT Press, diretto da Alice Felli, ed è stata insignita della menzione d’onore alla seconda edizione del Premio di Tesi “Carlo Mosca”. Nella motivazione ufficiale, la Commissione ha riconosciuto il rigore analitico del lavoro e la capacità di applicare strumenti propri dell’Intelligence alla ricerca storica, valorizzando la costruzione di una cronologia inedita degli eventi terroristici del periodo.
Nel suo complesso, la tesi di Alessandro Ludovico Veltri – sviluppata nell’ambito del Master di Intelligence dell’Università della Calabria sotto la guida della professoressa Maria Gabriella Pasqualini, punto di riferimento nella ricerca sull’Intelligence in Italia – rappresenta un contributo di alto profilo allo studio della storia repubblicana e delle politiche di sicurezza. Non solo arricchisce la comprensione di un passaggio cruciale del passato italiano, ma offre anche chiavi interpretative utili per analizzare le sfide contemporanee della sicurezza nazionale, confermando l’attualità della lezione morotea e la necessità di leggere la storia come spazio di decisione strategica.

