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Musica e Intelligence dal Seicento a oggi

Che cosa hanno in comune un codice cifrato del Seicento mascherato da partitura musicale, la macchina Enigma e un violino Stradivari trafugato durante la Seconda guerra mondiale e ritrovato a Tokyo nel 2025? Molto più di quanto si potrebbe immaginare. A dimostrarlo sarà il convegno Musica e Intelligence. Dal Seicento ad oggi, in programma venerdì 17 aprile alla Sala conferenze Virginia Carini Dainotti della Biblioteca Statale di Cremona, Palazzo Affaitati.

L’iniziativa è promossa dalla Commissione Musica e Intelligence della SOCINT, presieduta da Fabio Perrone, e si articola in una giornata di lavori – dalle 10 alle 17 – con relazioni di studiosi, militari, magistrati e ricercatori universitari.

Ad aprire l’evento, i saluti del direttore della Biblioteca Francesco Cignoni, del Prefetto di Cremona Antonio Giannelli e del presidente SOCINT Mario Caligiuri.

La sessione mattutina si apre con un caso di crittografia seicentesca: Francesco Cignoni illustrerà un codice segreto del 1670 che si camuffò, con consumata abilità, da composizione musicale. Seguiranno una riflessione sul ruolo della musica come soft power nella diplomazia della Guerra Fredda (Emanuele Bettini, Centro Studi Diplomatici) e un’analisi dei meccanismi di consenso e controllo sociale veicolati attraverso i suoni (gen. Marco Ciampini). Chiuderà la mattina una relazione operativa particolarmente concreta: Giulia Cristina, dirigente della Squadra Mobile della Questura di Cremona, presenterà casi reali di recupero di strumenti musicali rubati attraverso tecniche di intelligence investigativa.

Il pomeriggio si aprirà con la macchina Enigma – il dispositivo crittografico tedesco che sfidò i matematici alleati – raccontata dal collezionista Alberto Campanini. Ingrid Carbone (Università della Calabria) approfondirà il rapporto tra rigore matematico e interpretazione musicale. Fabio Perrone ricostruirà il filo che va da un tesoro nazista celato nel codice segreto del Marsch-Impromptu allo Stradivari del 1709 sottratto durante il secondo conflitto mondiale e localizzato a Tokyo l’anno scorso. Sebastian Gonzalez (Politecnico di Milano) presenterà le applicazioni dell’intelligenza artificiale allo studio dei segreti costruttivi degli strumenti cremonesi. Chiuderà i lavori Enzo Mazza della Federazione Industria Musicale Italiana, con un intervento sulle evoluzioni dell’IA generativa nel mercato discografico e sui rischi – economici e giuridici – che ne derivano.

“Il convegno – ha dichiarato Perrone – desidera approfondire i fili che legano musica e Intelligence, offrendo nuovi spunti di riflessione e ricerca”. Un programma che dimostra come la musica – da sempre linguaggio universale – sia stata anche, nei secoli, strumento di potere, vettore di messaggi cifrati, oggetto di contraffazione e, oggi, terreno di confronto tra creatività umana e algoritmi generativi.

L’ingresso è aperto al pubblico.

Non è previsto lo streaming ma gli atti del convegno saranno pubblicati entro fine estate e consentiranno di comprendere dove la nota diventa codice e dove il suono diventa potere.

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